dinamo 1Kiev, 28 ott – Terrore, sgomento, paura. La stampa italiana rilancia la notizia della creazione di un ghetto, per i tifosi di colore, all’interno dell’Olimpiyskiy Stadium, impianto che ospita le gare casalinghe della Dinamo Kiev. Il tutto la settimana seguente alla sfida degli ucraini contro il Chelsea di José Mourinho.


Durante la gara – come riferito da il sito de Il Corriere – quattro hooligans dei Blues di colore, senza biglietto e con fumogeni alla mano, sono stati aggrediti dagli ultras locali, la scena è stata ripresa dalle Tv di tutto il mondo trasformando l’accaduto in un caso mediatico. Condannando o assolvendo la logica ultrà, quello avvenuto sugli spalti a Kiev è normalità. La difesa del territorio da parte delle frange più calde del tifo, fa parte dei rituali delle tifoserie.

Da qui arriva la proposta che ha scioccato l’opinione pubblica. Un giornalista – secondo quanto riportato dal The Washington Post – ha chiesto a Volodimir Spilchenko, responsabile dell’Olimpiyskiy Stadium, se fosse una soluzione percorribile quella di creare un settore a parte, dividendo così i tifosi in base alla pigmentazione della pelle. “Ascolteremo la sua proposta, sembra una buona idea”, questa la risposta di Splichenko e da qui l’indignazione generale.

Il Vicepresidente della Federazione calcistica ucraina, Ohor Kochetov, ha spiegato che i quattro tifosi aggrediti erano in un settore nel quale non dovevano essere, ma la UEFA sta già indagando sul caso. Del resto una rissa tra tifosi crea più audience sulle copertine dei giornali rispetto alla protesta dei tifosi del Bayern Monaco che hanno manifestato all’Emirates Stadium, casa dell’Arsenal, contro il caro biglietti, con tanto di applausi a scena aperta da parte dei supporter casalinghi. Quasi 100€, nel settore ospiti, per assistere a quello che dovrebbe essere un patrimonio dell’umanità.

Lorenzo Cafarchio

 

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