Negli ultimi anni la Premier League, massima serie del campionato inglese, è diventata una delle competizioni più interessanti e avvincenti nel panorama calcistico europeo. Il modello di business ha incrementato enormemente le entrate dei club che possono investire nell’acquisto di talenti e allenatori di successo che alzano notevolmente il livello di gioco del campionato. Basti pensare che le ultime competizioni europee per club del 2019 hanno decretato il successo di due squadre inglesi: il Liverpool in Champions e il Chelsea in Uefa League. L’indagine di Deloitte conferma, del resto, la vitalità della Premier già nella stagione 2017/18 in cui ha fatturato 5,56 miliardi di euro.


Le sponsorizzazioni sportive giocano un ruolo determinante nel modello di business inglese. In Premier League si tratta di una delle entrate più redditizie: i club guadagnano milioni di euro dai brand che investono strategicamente per apporre il proprio logo su tutto il kit del team.

I BRAND PIU’DIFFUSI NELLA STAGIONE 2018/19

In Inghilterra il trend delle sponsorizzazioni sportive riguarda in larga parte il mondo del betting, ovvero quello delle scommesse sportive che attira i giocatori come accade anche con i casino in Italia. Durante la Premier League 2018/19 ben dieci squadre medio-piccole, ad esempio, hanno indossato sul petto uno sponsor legato al betting o al gaming. Si tratta di Fulham, Bornemouth, Leicester City, Burnley, Wolverhampton, Crystal Palace, Newcastle, Everton, West Ham, e Huddersfield Town. E proprio quest’ultima è la squadra al centro della strana, bizzarra iniziativa legata alla eliminazione dello sponsor dalla maglia da gioco. Ecco cosa è successo oltremanica.

H2 – “SAVE THE SHIRT” RIVOLUZIONA LO SPONSORING

L’ insolito imprevisto porta la firma di uno dei più importanti bookmaker irlandesi ed europei che ha deciso di lanciare l’iniziativa “Save Our Shirt” a cui si è legata per prima proprio l’Huddersfield Town, seguita a ruota dal Newport County, squadre che militano rispettivamente nel campionato di calcio di Championship inglese e League Two gallese. Entrambe hanno annunciato l’assenza dello sponsor di maglia nella prossima stagione. Il Newport County ha comunicato la notizia nell’amichevole contro il Weston-super-Mare, dove il Club ha mostrato per la prima volta la nuova divisa del campionato 2019/2020, disegnata, tra l’altro, proprio da uno dei fan del Newport e, ovviamente, priva di sponsor.

In precedenza, “Save Our Shirt” ha attecchito anche in Scozia dove il Motherwell ha scelto di aderire all’iniziativa del bookmaker irlandese. L’obbiettivo di “Save Our Shirt” è quello di restituire ai tifosi quello che gli appartiene: la maglia da gioco senza sponsor che rappresenta la città, l’identità e la collettività sportiva svincolata dal business che gli gravita attorno. Un’iniziativa che rimuove praticamente il brand dal kit di gioco e restituisce ai fan la sacra maglietta: simulacro e simbolo indiscusso del pubblico di ogni club.

Per adesso l’iniziativa annovera solo tre squadre sparse per il Regno Unito e nessuna di queste si distingue per blasone né tantomeno primeggia nelle competizioni più importanti come quella del campionato di calcio di Premier League. Sembra difficile, tuttavia, ipotizzare un futuro prossimo con magliette davvero libere dal prezioso sponsoring.