Cagliari, 3 apr – Ennesimo caso (creato ad arte) di «razzismo» nel calcio. Dopo le polemiche che hanno accompagnato la punizione inflitta alla tifoseria interista per gli «ululati» contro il difensore del Napoli Koulibaly, è ora la volta di Moise Kean, baby-talento della Juventus. Il giovane attaccante ivoriano naturalizzato italiano, infatti, ha gridato alla discriminazione razziale nei suoi confronti da parte della curva cagliaritana. E così è ripartita la solita solfa degli antirazzisti in servizio permanente effettivo, che probabilmente non aspettavano altro.


I fatti

Ma che cosa è successo di preciso? Ebbene, il «fattaccio» si è verificato ieri sera durante l’anticipo del turno infrasettimanale Cagliari-Juventus, dove i bianconeri si sono imposti per 2 a 0 sulla compagine di casa. Il raddoppio della capolista del campionato è arrivato all’85’ grazie proprio a una rete di Kean. Il ragazzo, però, ha esultato provocatoriamente all’indirizzo della curva del Cagliari, ossia la parte più calda del tifo. Un affronto che, ovviamente, non è affatto piaciuti ai sardi, i quali hanno subissato Kean con una bordata di fischi, tra cui anche qualche «ululato razzista» (sembra essere diventata questa la terminologia tecnica). Di lì, infine, la risposta di Kean contro i «razzisti» che l’hanno preso di mira.

Le reazioni

Eppure, sono stati gli stessi giocatori della Juventus, compagni di Kean, a redarguirlo. Così si è espresso ad esempio Leonardo Bonucci: «C’è stato qualche buu razzista – ha detto il difensore della Juve e della Nazionale – ma Moise deve pensare ad esultare con la squadra. La curva ha sbagliato e Kean ha sbagliato. Ora guardiamo avanti». Non molto diverso quanto detto da Massimiliano Allegri: «Kean deve evitare certe esultanze. Deve crescere e penso che capisca velocemente. Ci vuole buon senso e Matuidi l’ha avuto. Non giustifico quello che c’è stato – ha proseguito l’allenatore bianconero – ma non si devono neanche enfatizzare gli episodi. Ci sono gli imbecilli e ci sono le persone normali: bisogna individuare i responsabili e cacciarli dagli stadi. Il problema è che non si vuole fare». Insomma un colpo al cerchio e uno alla botte, ma il messaggio rimane: Kean non doveva provocare una tifoseria che non fino ad allora non l’aveva beccato.

Giulini contro Kean

Ed è proprio questo il pensiero di Tommaso Giulini, il presidente del Cagliari, che non ci sta a questa strumentalizzazione: «Mi dispiace perché ho sentito troppi moralismi. Se quell’esultanza l’avesse fatta Bernardeschi, la reazione del pubblico sarebbe stata esattamente la stessa. Fino al gol non era successo niente. Non strumentalizzate la cosa. Kean ha sbagliato – ha concluso Giulini – e lo hanno ammesso gli stessi calciatori della Juventus. Il Cagliari rifiuta le accuse di razzismo».

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Calcio e politica

La posizione del presidente sardo è effettivamente ragionevole e condivisibile (anche da parte dei calciatori juventini), ma purtroppo viene a inserirsi in una recrudescenza antirazzista che vuole imporre ius soli (anche nel calcio) e perbenismo antifascista. Ed è probabile che il ragazzo – non dimentichiamo che Kean ha appena 19 anni – abbia effettivamente mal recepito la strumentalizzazione che si sta facendo su di lui, sentendosi quindi autorizzato a far la vittima e credendosi invulnerabile. Un po’ come Mario Balotelli, insomma, la promessa mai mantenuta del calcio italiano multirazziale. E proprio perché conosciamo fin troppo bene il triste destino di «Supermario», ci sentiamo di consigliare al giovane Moise: lascia stare la politica e pensa a giocare. Ma soprattutto: cari parrucconi del meticciato universale, lasciate stare il ragazzo, non fatelo diventare come Balotelli. Uno già basta e avanza.

Valerio Benedetti

2 Commenti

  1. chiedo scusa…

    qualcuno potrebbe caricare su You Tube un “BUUUUU” razzista ed un “BUUUUU” anti-razzista ?
    così giusto per farmi capire la differenza tra i due, magari con la relativa frequenza di campionamento, a meno che non sia solo il destinatario a fare la differenza.

    a proposito,mentre qualcuno stava decidendo il tipo di “BUUUUU” un finto italiano uccideva per davvero e per motivi RAZZIALI un nostro connazionale.

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