conteFirenze, 30 gen – Antonio Conte vuole ricostruire il calcio italiano. E vuole ripartire dalle basi. Durante questa settimana, al Centro di Coverciano, l’attuale commissario tecnico della nazionale maggiore ha scritto una nuova pagina nella storia degli azzurri, incontrando tutti gli allenatori delle squadre Primavera e Allievi dei club di Serie A e B, nonché i responsabili tecnici delle selezioni della Lega Pro, della Lega Nazionale Dilettanti e dei Comitati Regionali. L’evento si è diviso in una parte teorica in aula ed una pratica in campo – per quest’ultima il Ct ha avuto a disposizione per le esercitazioni i calciatori della Nazionale Under 15.


E’ stata una vera e propria lezione di calcio, una sorta di compendio tecnico da trasmettere alla base del sistema, con una serie di esercizi per migliorare la tecnica nelle fasi dinamiche di gioco, simulare situazioni di uno contro uno, imparare a finalizzare il possesso palla alla fase offensiva. “Attraverso le esercitazioni mostrate – ha commentato Conte al termine della lezione – abbiamo dato dei suggerimenti per migliorare la tecnica in velocità, in situazioni molto simili a quelle che avvengono in partita; per riabituare i calciatori a provare l’uno contro uno che purtroppo è un atteggiamento che stiamo perdendo; per allenare il possesso, la trasmissione e la ricezione della palla, l’occupazione dello spazio”. “Degli altri modelli – ha concluso il Ct – prendiamo le cose migliori, ma non disperdiamo la nostra identità. Noi siamo un popolo che ha fatto del sacrificio e del sudore la sua grande forza”.

Questo incontro, quindi, rappresenta uno dei punti fondamentali nel programma della Federcalcio e nella visione che Conte, Commissario Tecnico e Coordinatore di tutte le Nazionali Giovanili, ha dato al suo ruolo: rapportarsi a tutte le realtà del calcio italiano per favorire lo sviluppo del sistema calcistico, stimolare la base con i giusti input per tornare a vincere.

All’indomani della grande delusione mondiale, Il Primato nazionale lanciò una serie di proposte, un programma virtuale per il rilancio del calcio italianoI vari punti prevedevano l’istituzione di 15 centri federali incaricati dell’organizzazione di quattro stage annui – tre della durata di una settimana, uno della durata di tre settimane -, la diffusione del metodo di allenamento e formazione utilizzato negli stage regionali e nazionali a tutte le società professionistiche e dilettantistiche, l’imposizione di un limite minimo di investimento annuo nei settori giovanili pari all’8% del fatturato annuo della stagione calcistica precedente.

Queste proposte risultano in linea con il progetto di Conte – tradurrebbero in realtà le idee del nostro commissario tecnico – nonché con quanto viene fatto da altre Federazioni calcistiche europee, le quali detengono il timone dell’intero movimento calcistico.
Non serve copiare gli altri, è però necessario prendere spunto da chi ha rivoluzionato il proprio modello mantenendo la nostra identità vincente. Quella identità che tanto piace ad Antonio Conte.

Renato Montagnolo

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