Ivrea, 21 ago – Il famoso “femminismo” e “rispetto per le donne” avrebbe trovato, ancora una volta, la sua massima espressione  nei locali di un centro sociale, il “Castellazzo Assediato” in via Arduino, centro storico di Ivrea, dove una ragazza è stata fatta ubriacare, forse drogata e infine violentata. Come riportato da La Stampa lo racconta la stessa ragazza, che ha 17 anni e ora si trova in comprensibile stato di choc. Non abita nella città della Olivetti, ma lì vi lavora e ha molte conoscenze. L’accaduto risale alla notte di domenica 11 agosto. Il giorno dopo la minorenne ha poi avuto la forza, accompagnata dalla madre, di denunciare la violenza al commissariato di Ivrea, spiegando agli agenti di essere stata oggetto di un abuso di gruppo: il sostituto procuratore di Ivrea Lea Lamonaca ha quindi aperto un fascicolo ipotizzando il reato di violenza sessuale di gruppo. Finora non ci sarebbero indagati, ma sono già state ascoltate le testimonianze di cinque ragazzi. 


La ricostruzione

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, la giovane si sarebbe data appuntamento con un amico in un locale centrale della città, appartandosi solo in seguito nei locali del “Castellazzo”. Scorre l’alcol, forse anche delle droghe leggere, ma non è confermato. All’arrivo di altri ragazzi, che si sarebbero uniti alle bevuto, la ragazza avrebbe avuto un blackout svegliandosi “in stato confusionale, ubriaca con i vestiti strappati e lividi in diverse parti del corpo”. Uscita dal csa, raggiunge il pronto soccorso e si fa refertare.

Ieri mattina, poco prima delle 8, una trentina di poliziotti della scientifica del commissariato di Ivrea e della Digos, hanno fatto irruzione nel Castellazzo per ricercare la presenza di prove – bevande alcoliche, stupefacenti, indumenti. Molti aspetti della vicenda risultano però poco chiari: come hanno fatto i due ad entrare nei locali del csa? La porta era aperta o è stata forzata? La procura di Ivrea ha precisato che i ragazzi ascoltati dalla polizia come testimoni erano “di passaggio” e non appartengono al Centro Sociale Castellazzo. Circa un’ora fa gli occupanti del posto si sono affrettati a dare la loro versione e condannare l’accaduto, sostenendo che “Il Castellazzo era chiuso dal 9 agosto, avrebbe riaperto il 27. Questi BASTARDI SCHIFOSI, del tutto estranei alla nostra realtà politica, nei giorni successivi hanno SCASSINATO la porta, tagliando il lucchetto nuovo e il suo supporto. Il 12 agosto alcuni componenti del collettivo si sono accorti dell’effrazione, oggetti non nostri all’interno e sedie spaccate. Qualunque cosa sia successa questi pezzi di merda sperino solo che li pinzi la p.s. prima di noi; avendo trovato la porta scassinata, e non sapendo nulla di cosa fosse successo, l’abbiamo riparata, trovandola poi di nuovo sfondata, stavolta per l’ingresso della Polizia. Oltre al danno poi, la beffa dei giornalisti che pubblicano notizie senza accertarsi dei fatti”.

La vicenda ricorda per alcuni aspetti il vergognoso stupro di gruppo avvenuto nel centro sociale Raf di Parma, anche se in questo caso la 17enne ha avuto la forza di denunciare subito la violenza subita.
 Cristina Gauri

4 Commenti

    • Bè sì sa che i centri sociali sono un covo di fancazzisti anarchici sovversivi antipatriottici falsi viscidi..da chiudere subito..

  1. E così il vostro amichetto cade. E voi rimanete senza padroncino.
    Povere e sole bestiole siete.
    Guarda a che notizie dovete attaccarvi per fare credere che anche gli altri sono come voi.
    Come mai non scrivete della sezione di Bari?

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