Roma, 20 set – Il Pd non ha preso bene le parole dal sapore di ultimatum del capo politico del M5S sul taglio dei parlamentari. Occasione in cui, è convinto Di Maio, si misuerà la lealtà dei dem in seno alla maggioranza giallofucsia. “Intanto la lealtà del Pd non si misura sul taglio dei parlamentari. Abbiamo dato la nostra parola e si farà, non si discute. Ma l’accordo di governo prevede che il taglio sia accompagnato da un’intesa complessiva su legge elettorale e modifiche costituzionali. Ci stiamo lavorando, e bene, con il sottosegretario Fraccaro. E se serve un po’ di tempo per definire l’intesa, si abbia pazienza…“. Chi nel Pd sta seguendo da vicino il dossier riforme reagisce così, parlando con l’Adnkronos, alle parole di Di Maio. Il capo politico M5S stamattina ha rilanciato sul taglio dei parlamentari, chiedendo che la legge sia approvata entro le prime due settimane di ottobre. Una deadline che viene respinta dai dem.


Il nodo legge elettorale

Uno dei nodi della trattativa tra dem e 5 stelle è quello della riforma della legge elettorale per gli effetti distorsivi sulla rappresentanza: nelle regioni più piccole si eleggerebbero uno o due senatori al massimo, tagliando completamente fuori le forze minori dal Parlamento. Quindi, vista la posta in gioco, se occorrerà “un po’ di tempo in più per chiudere, non sarà una tragedia spostare un po’ più in là il voto sul taglio dei parlamentari. O i 5 Stelle temono che la legislatura stia scadendo?”, si interrogano fonti dem. Il modello di legge elettorale che i giallofucsia hanno in mente è un dispositivo che garantisca l’accesso alle forze minori che verrebbero drasticamente ridimensionate dal taglio dei parlamentari e dal Rosatellum. Insomma, un sistema proporzionale.

Il campo minato della soglia di sbarramento

Ma sempre con un occhio ala stabilità, introducendo correttivi che evitino un’eccessiva frammentazione, come la soglia di sbarramento. Quanto alta è tema di discussione. “Fosse per me – spiega Stefano Ceccanti del Pd – andrebbe benissimo una soglia al 4%. Però nella maggioranza non ci siamo solo noi e i 5 Stelle, ci sono anche forze minori come LeU e Italia Viva…”. Piccoli partiti che però (per adesso) tengono in vita il Conte bis e che quindi vanno accontentati. Comunque, mercoledì 25 ci sarà la capigruppo della Camera per il calendario dei prossimi tre mesi. In quella sede si dovrà fissare l’approdo in Aula del taglio dei parlamentari.

Adolfo Spezzaferro

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