Roma, 19 set – Il Partito democratico perde il 5% circa a seguito della scissione di Matteo Renzi (anche se ciò non significa che automaticamente quei voti vanno tutti all’ex premier) e si attesta al 20,2 per cento. E’ questo il dato politico più importante che emerge dagli ultimi sondaggi. La Lega, dal canto suo, si conferma primo partito con il 33,1 per cento. I numeri arrivano da un sondaggio Emg Acqua presentato oggi ad Agorà, su Ratre. Per quanto riguarda gli altri partiti, Il M5S otterrebbe il 18 per cento delle preferenze (con un effetto nullo del nuovo governo giallofucsia sulle intenzioni di voto), Fratelli d’Italia il 7,3 per cento, con il sorpasso conclamato di Forza Italia, ferma al 7 per cento.


Italia Viva esordisce al 3,4 per cento

Tra i partiti minori, si registra l’esordio di Italia Viva (il nuovo soggetto politico di Renzi), che si attesta al 3,4 per cento, +Europa della Bonino al 2,7 per cento, La Sinistra due al per cento. Sommando i voti dei due raggruppamenti, il centrodestra arriva al 47-48 per cento, contro il 46-47 per cento del centrosinistra più M5S (il nuovo inciucio che dovrebbe esordire alle Regionali in Umbria il 27 ottobre). Un solo punto di differenza, quindi.

Salvini il leader che riscuote maggiore fiducia

Sempre secondo il sondaggio Emg Acqua, Matteo Salvini è il leader che riscuote maggiore fiducia tra gli elettori del centrodestra, 58 per cento degli intervistati. Segue Giorgia Meloni con 22 per cento, Berlusconi al 9 per cento e Toti all’1 per cento. Il segretario della Lega è anche il leader che riscuote maggiore fiducia in Italia con il 40 per cento. Seguono Giuseppe Conte con il 39 per cento, Giorgia Meloni al 29 per cento, sopra Luigi Di Maio, al 28 per cento. Nicola Zingaretti al quinto posto con il 23 per cento. Berlusconi è penultimo, al 17 per cento. Ultimo Matteo Renzi col 16 per cento.

Il peso della scissione renziana sul governo

I numeri di Emg Acqua dicono anche che per il 45 per cento degli elettori del Pd la scissione di Renzi non cambierà nulla per quanto riguarda il governo giallofucsia. A pensare che la scissione non avrà effetti sull’esecutivo M5S-Pd-LeU-Iv è la stessa percentuale, il 45 per cento, del totale degli elettori. Il 37 per cento del totale degli elettori invece ritiene che la scissione indebolirà il Conte bis. Per il 70 per cento degli elettori del M5S non cambierà nulla, mentre per il 12 per cento il governo sarà meno forte. Il 50 per cento degli elettori della Lega pensa che l’esecutivo sarà meno forte, per il 34 per cento non cambierà nulla.

Adolfo Spezzaferro

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