Roma, 27 ago – Papa Francesco è sotto attacco e c’è chi nel Vaticano chiede le sue dimissioni. L’accusa è quella di aver coperto casi di pedofilia all’interno della Chiesa cattolica. Un rapporto dell’ex nunzio apostolico a Washington, Carlo Maria Viganò, sostiene che Bergoglio avrebbe ignorato gli abusi sessuali del cardinale Usa, Theodore McCarrick, almeno dal giugno del 2013. Sarebbe stato lo stesso Viganò a informare il Papa, appena tre mesi dopo la sua elezione al pontificato, che l’ex arcivescovo di Washington aveva commesso questi crimini per decenni. Secondo il nunzio, papa Francesco non avrebbe ascoltato le denunce perché McCarrick aveva favorito, dall’esterno, la sua elezione al Conclave. Nel luglio scorso poi McCarrick è stato spinto a presentare la rinuncia da membro del Collegio cardinalizio a Bergoglio, il quale “ne ha accettato le dimissioni da cardinale ed ha disposto la sua sospensione dall’esercizio di qualsiasi ministero pubblico, fino a quando le accuse che gli vengono rivolte siano chiarite dal regolare processo canonico”.
L’attacco a papa Francesco, pubblicato dal quotidiano La Verità, rischia di minare la credibilità del Pontefice, che in questi giorni in Irlanda sta cercando di arginare la rabbia contro la Chiesa per i casi di pedofilia. Le parole usate da Viganò sono durissime: Francesco “nel caso di McCarrick non solo non si è opposto al male ma si è associato nel compiere il male con chi sapeva essere profondamente corrotto, ha seguito i consigli di chi ben sapeva essere un perverso, moltiplicando così in modo esponenziale con la sua suprema autorità il male operato da McCarrick. E quanti altri cattivi pastori Francesco sta ancora continuando ad appoggiare nella loro azione di distruzione della Chiesa! Francesco sta abdicando al mandato che Cristo diede a Pietro di confermare i fratelli. Anzi con la sua azione li ha divisi, li induce in errore, incoraggia i lupi nel continuare a dilaniare le pecore del gregge di Cristo”.
L’attacco arriva mentre il Papa è in Irlanda, dove nel 2010, scoppiò lo scandalo mostruoso della pedofilia del clero. Una vicenda talmente grave che fu perfino chiusa per quattro anni l’ambasciata della Santa Sede nel Paese, poi riaperta nel 2014. Ma non finisce qui. Già qualche mese fa, Bergoglio ha difeso vescovi cileni colpevoli di abusi sessuali, liquidando come “calunnie” le accuse. Poi, di fronte alla reazione dell’arcivescovo di Boston, Patrick O’Malley, ha corretto il tiro, ammettendo di essere stato informato male, e ha aperto un’inchiesta. A quel punto i prelati cileni si sono dimessi in massa.
Ma è venuto comunque fuori che per tre anni la Congregazione per la Dottrina della Fede, guidata fino al 2017 dal cardinale Gerhard Muller, aveva segnalato in alcuni rapporti scritti la situazione in Cile. Così come si è saputo che Bergoglio li avrebbe sottovalutati, fidandosi delle rassicurazioni di alcuni cardinali cileni.
Ora, con il rapporto di Viganò, vengono chiamati in causa anche Angelo Sodano e Tarcisio Bertone, segretari di Stato con Giovanni Paolo II e con Benedetto XVI: avrebbero consigliato male papa Francesco. A tal proposito va detto che il Papa emerito cercò di isolare McCarrick, senza riuscire a imporre la sua volontà al Vaticano e ai vescovi Usa. Fatto questo che potrebbe avere a che fare con la rinuncia di Joseph Ratzinger nel 2013.
Bergoglio – accusa Viganò – “non poteva non sapere” degli abusi sessuali. Dal canto suo, il Papa dichiara: “Ho letto quel documento e dirò sinceramente ciò che ne penso: vorrei che lo leggeste voi attentamente e deste voi il vostro giudizio. Il documento parla da se stesso e voi avete la capacità giornalistica per valutarlo. Vorrei che la vostra maturità professionale facesse questo lavoro. Se lo farete vi farà bene”. Insomma, il Pontefice lascia intendere che le accuse si smentirebbero da sole.
Ma lo scandalo intanto si allarga. Proprio in Irlanda, infatti, Bergoglio ha citato una ministra che gli ha spiegato che stanno emergendo responsabilità della Chiesa nei casi di pedofilia. “La ministra mi ha detto anche delle fosse comuni di bambini (non registrati all’anagrafe, ndr) e che la Chiesa ha qualcosa a che fare con questo. Mi aveva promesso e lo ha fatto di inviarmi un memorandum su tutto questo ed ho visto che è arrivato ma non l’ho letto. Lei è una donna molto equilibrata, c’è un problema ma non è stata finita l’indagine alla quale dobbiamo offrire una collaborazione costruttiva, pur con il rimpianto per un tempo di cose brutte che forse la Chiesa ha aiutato”.
I “forse” del Papa però cozzano con l’evidenza dei fatti. E appellarsi al corso della giustizia prima di accusare qualcuno è corretto, ma suona come un modo per prendere tempo.
Adolfo Spezzaferro


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