Lampedusa, 19 ago – C’è una nuova opzione sul tavolo delle estenuanti trattative con la Open Arms. La nave Ong, che ieri aveva rifiutato l’offerta della Spagna di poter sbarcare al porto di Algeciras, potrebbe ora accettare l’opzione proposta dal ministro Toninelli, che ha dichiarato di voler mettere a disposizione alcune navi della Guardia Costiera per accompagnare l’imbarcazione e il suo carico di immigrati nel porto di Minorca – porto messo a disposizione ieri sera dalle autorità spagnole dopo il primo rifiuto della Ong.


Una nuova proposta

Dobbiamo sbarcare ora“, dicono i portavoce dell’organizzazione. “Stiamo vivendo una situazione di forte ansia e questo rende la situazione ingestibile per la sicurezza a bordo, non possiamo mettere a repentaglio la sicurezza e l’integrità fisica degli immigrati e dell’equipaggio” era stata questa la risposta inviata via mail al governo di Madrid che ieri, dopo 18 giorni, a fronte dell’irremovibilità di Salvini aveva offerto i porti sicuri di Algeciras prima e di Minorca poi. Proprio in quest’ultimo punto di attracco la Open Arms potrebbe dirigersi scortata dalla Guardia costiera italiana messa a disposizione da Toninelli. Un’ipotesi, questa, che la Ong potrebbe prendere in considerazione se i 107 immigrati rimanenti a bordo fossero trasbordati per affrontare il resto della traversata su un’altra nave “adatta per raggiungere il porto spagnolo in breve tempo e compatibile con la situazione attuale”. La paura dell’equipaggio rimane quella di una rivolta degli immigrati – il cui timore è di essere riportati in Libia – alla vista delle navi militari italiane.

Le responsabilità dell’Europa

“Grazie alla Spagna per aver offerto un porto alla Open Arms, anche se con troppi giorni di ritardo. La nostra guardia costiera è ora a disposizione, ed è pronta ad accompagnare l’Ong verso il porto spagnolo, con tutto il sostegno tecnico necessario, per far sbarcare lì tutti i migranti a bordo”, ha dichiarato Toninelli, che non ha poi perso l’occasione per incalzare l’Europa sulle proprie responsabilità in merito alla questione immigrazione. “Basta con questi tira e molla con Paesi Ue che puntualmente fanno finta di non vedere e non sentire e lasciano sola l’Italia a gestire il fenomeno migratorio che, invece, riguarda tutta l’Europa. È quanto mai necessario e impellente cambiare il Regolamento di Dublino”.

Cristina Gauri

1 commento

Commenta