Roma, 19 set – Pace fatta tra Italia e Francia dopo le tensioni dei mesi scorsi, con la gestione dell’immigrazione da parte dell’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini e le posizioni pro gilet gialli dell’allora vicepremier Luigi Di Maio. Pace fatta, ma sull’immigrazione per l’Italia non c’è alcun che di concreto. Solo tante belle parole, per altro già “snocciolate” alla bisogna in passato. “E’ essenziale per la Ue che volti pagina in direzione di una gestione strutturale e non più emergenziale dei flussi. Ho avuto la piena disponibilità di Macron – assicura Giuseppe Conte dopo l’incontro con il presidente francese a Palazzo Chigi – per un meccanismo europeo sugli sbarchi, sulla ridistribuzione e per una gestione efficace dei rimpatri“. Insomma, nessun accordo concreto bilaterale. Niente di vantaggioso per l’Italia, e questo mentre gli sbarchi di irregolari proseguono tranquillamente.


“Dobbiamo far uscire il tema dell’immigrazione dalla propaganda anti-Ue”

Dobbiamo far uscire il tema da una propaganda anche anti-europea – ha detto Conte nelle dichiarazioni congiunte con il presidente Macron -. L’Italia non si presta ad abbassare la guardia contro il traffico di vite umane, l’Italia non ritiene che debba esser consentito ai trafficanti di decidere come e quando avere ingresso ma abbiamo anche la necessità di gestire il fenomeno in modo concreto, pratico“. Quale sia il modo, non è dato sapere.

Da Macron solo tanta “fuffa”

Se sono qui oggi, caro Giuseppe – ha detto il presidente francese , è in primis per indicare chiaramente intenzione di lavorare insieme per il progetto europeo, lanciare un messaggio di amicizia forte e chiaro al popolo italiano dal popolo francese, l’amicizia franco italiana è indistruttibile, talvolta non siamo d’accordo può capitare che si litighi e non ci si capisca, ma ci si ritrova insieme sempre”. Sul fronte dell’immigrazione, Macron ha detto di essere “convinto che serva un meccanismo europeo automatico di accoglienza degli immigrati che consenta di permettere a Malta e all’Italia che prima dell’arrivo i migranti possano essere presi in carico”. La solita “solfa”, insomma. Con l’aggravante che ora l’Italia va a braccetto con la Francia nel dialogo rispettoso con la Ue.

Adolfo Spezzaferro

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