Milano, 29 ago – Creare un’alleanza elettorale alle europee per mettere all’angolo socialisti e democratici, cambiare l’Unione europea nel nome della sicurezza e dimostrare che gli immigrati si possono bloccare prima che sbarchino sulle nostre coste. Sono questi i punti su cui si basa l’accordo tra il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini e il premier ungherese Viktor Orban, che si sono visti ieri alla Prefettura di Milano. L’incontro è stato all’insegna della sintonia e dello scambio di stima reciproca, con Orban che si sbilancia fino a definire Salvini il suo “eroe”, l’uomo dal cui successo “dipende la sicurezza dell’Europa e il suo coraggio merita rispetto”. “Gli auguriamo di non indietreggiare – aggiunge il premier ungherese – , che ci difenda, che difenda i confini europei”. Dal canto suo, Salvini assicura che continuerà su questa strada e che “possono aprire inchieste e indagini” su di lui, ma non lo “faranno assolutamente retrocedere e cambiare idea, tanto che se si ripetesse un nuovo caso Diciotti” il suo atteggiamento sarebbe lo stesso. “Sono fiero e orgoglioso di rappresentare una svolta per l’Europa”. E poi con convinzione sottolinea: “Fermare l’immigrazione è possibile” (che suona come possibile slogan dell’accordo elettorale).
“Lavoriamo insieme per una futura alleanza che riporti al centro i valori che i nostri movimenti e i nostri governi rappresentano – dice il leader della Lega – . Possiamo unire energie diverse con un obiettivo comune, escludendo le sinistre”. L’incontro di oggi segna una svolta nella politica italiana: “Conto che questo sia il primo di una lunga serie di incontri – assicura – per cambiare il destino dell’Italia, dell’Ungheria e dell’intero continente europeo“. Salvini poi chiarisce: “Sono fiero e orgoglioso di rappresentare l’Italia e il parlamento europeo”. Poi una richiesta di collaborazione anche agli altri Stati membri, a partire dalla Francia: “Cambiare i trattati europei, non solo in tema di immigrazione – aggiunge Salvini – rimane una priorità mia e del governo. Chiediamo collaborazione ai Paesi di confine e in primis alla Francia“. Per il presidente francese Macron il vicepremier usa parole dure: “Passa il suo tempo a dare lezione ai governi stranieri”, mentre lui “è ai minimi storici della popolarità in patria. E’ il primo che dovrebbe mostrare solidarietà riaprendo il confine di Ventimiglia. E questo lo può fare anche domattina“, dice Salvini, che aggiunge: “Se dai grandi Paesi arrivasse questo esempio è chiaro che per i Paesi più piccoli, per i Paesi di Visegrad potrebbe esserci un approccio diverso”.
Dal canto suo, Orban spiega: “I Paesi si suddividono in due grandi blocchi. Qual è l’obiettivo della nostra politica? Bruxelles dice, e così tedeschi, francesi e spagnoli, che la loro politica consiste nel gestire al meglio l’immigrazione. In tutti i documenti europei si dice questo. Noi, che siamo nel campo opposto, diciamo invece che l’obiettivo è fermarla. Per questo noi e Salvini abbiamo la stessa posizione“. E il leader ungherese aggiunge anche un retroscena: “In Italia come amico ho Berlusconi, gli ho chiesto il permesso di incontrare Salvini questa volta: ‘Appoggi il fatto che io incontri Salvini?’ ho chiesto a Silvio Berlusconi. Lui mi ha risposto: ‘Certo'”. Un passaggio, questo, che la dice lunga su quanto Orban non abbia alcuna intenzione di uscire dal Ppe né di aderire a una qualche Lega delle Leghe. Progetto che peraltro Salvini in primis pare abbia accantonato.
Toni molto meno enfatici e risultati deludenti invece per il vertice a Palazzo Chigi tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il premier ceco Andrej Babis. I due Paesi sono d’accordo sul fatto che l’immigrazione illegale vada combattuta insieme. Ma sulla redistribuzione non c’è alcuna intesa. “Quando arrivano migranti nel nostro Paese non si può continuare a dire che è un problema solo italiano”, sottolinea Conte, che aggiunge: “Rispetto il fatto che non vogliate partecipare alla redistribuzione ma il sistema non venga demonizzato e si creino degli incentivi per chi partecipa e dei disincentivi per chi non partecipa“. Il premier ha anche ribadito che bisogna dar seguito alle conclusioni dell’ultimo Consiglio europeo, conclusioni che rappresentano un “buon compromesso” per tutti i 28 Paesi che le hanno sottoscritte e che pongono le basi per un approccio al fenomeno migratorio non più emergenziale, ma strutturale.
Ma le chiacchiere stanno a zero, quando Conte ha ricordato che poche settimane aveva detto in un’intervista alla tv ceca “considererei un successo se Praga accettasse di accogliere anche un solo migrante” e ieri a Palazzo Chigi ha rinnovato la richiesta a Babis di aprire le porte della Repubblica Ceca anche a un solo migrante, la risposta è stata “No, grazie”. Un “no” ribadito su tutta la linea: niente accoglienza condivisa.
La soluzione – è convinto Babis – è che Grecia, Italia e Malta devono dire con chiarezza che non accolgono nessuno, e bisognerebbe anche parlare con la Tunisia e altri Paesi dell’Africa da cui vengono i migranti. Dovremmo avere un piano concreto per l’Africa. Questi sono migranti economici, e dobbiamo avere un piano con ognuno dei Paesi africani di provenienza”.
Insomma, il governo Lega-M5S sul fronte immigrazione ha (almeno) due linee: quella del premier Conte, più morbida e in seno alle regole Ue; e quella di Salvini, che bypassa Palazzo Chigi e cerca accordi personali con i sovranisti anti-accoglienza. Vedremo quale prevarrà, anche alla luce del posizionamento di Di Maio e della componente pentastellata dell’esecutivo.
Adolfo Spezzaferro


Commenta