Roma, 27 mag – Come ampiamente previsto, la Lega di Matteo Salvini è il primo partito alle elezioni europee. Con oltre il 34% a scrutinio quasi ultimato, il Carroccio incassa un risultato storico, che vale doppio se si considera che l’alleato di governo, il Movimento 5 Stelle registra un tracollo senza precedenti, fermandosi al 17% e subendo il tanto temuto sorpasso da parte del Partito Democratico, che risale fino al 22%. Tiene Forza Italia, che si attesta poco sotto il 9%, bene anche Fratelli d’Italia, che supera il 6%. Tutte le altre formazioni in lizza non superano la soglia di sbarramento del 4%. Il partito di Emma Bonino (finanziato da George Soros), +Europa si ferma al 3%. Europa Verde, invece, si attesta al 2%.


Come si è votato sul territorio nazionale

La Lega conquista tre circoscrizioni su cinque, domina soprattutto nel Nord-Est ma anche nel Nord-Ovest e nel Centro Italia (i 5 Stelle resistono solo al Sud e nelle isole), sfonda anche in Emilia Romagna, è il primo partito nelle Marche in Umbria e nel Lazio. Ma è nelle grandi città che il Carroccio ancora non sfonda: da Roma a Milano, da Torino a Genova fino a Firenze, a vincere è il Pd.
Il dato definitivo dell’affluenza è del 56,1 per cento contro il 58,6% delle Europee del 2014. Quindi c’è stato un calo di due punti e mezzo. Alle politiche – alla Camera – la partecipazione al voto era stata del 72,9. Il calo più netto, rispetto alle precedenti regionali, in Abruzzo: quasi 12 punti in meno rispetto alle precedenti Europee. In Sardegna il calo è stato di 6 punti circa, in Sicilia del 5. In Campania del 4. In controtendenza solo il Friuli Venezia Giulia (mezzo punto percentuale in più), la Valle d’Aosta (2 punti in più) e soprattutto il Trentino Alto Adige: quasi 7 punti in più.

Ora a Palazzo Chigi può succedere di tutto

Il rapporto di forza tra i due alleati di governo ora è rovesciato. Salvini assicura che il contratto non si tocca e che non ci sarà una crisi, ma che sarà necessario un cambio di passo. “Questo risultato – fanno sapere fonti della Lega – ci dà più forza per mettere al centro dell’agenda politica le nostre proposte”. Anche perché, complice la campagna elettorale, il governo è in stallo da settimane. “Una sola parola – scrive Salvini su Facebook mentre lo spoglio è ancora in corso – grazie Italia“. Con una crescita notevole rispetto alle elezioni politiche dell’anno scorso, la Lega ha raddoppiato i propri voti rispetto alle elezioni politiche del 4 marzo del 2018 quando alla Camera aveva incassato il 17,4%. “È chiaro che gli italiani si aspettano che ora il pallino sarà in mano alla Lega e starà a Salvini decidere”. Anche perché dal canto suo, il M5S a guida Di Maio rispetto al 32,7% alle ultime elezioni politiche, ha praticamente dimezzato i propri consensi sprofondando al 17,04%. Il Pd invece festeggia: “Si è invertita la tendenza” e il partito “è tornato a crescere”, fanno sapere dal Nazareno. E adesso i dem premono per tornare alle urne.

Centrodestra rafforzato ma a Salvini (per ora) non interessa

Dalle Europee esce fuori un centrodestra rafforzato. E Forza Italia, che ha incassato l’8,77% – pur non raggiungendo laa soglia psicologica del 10% – sottolinea che questa è la sola “alternativa al governo gialloverde”. Una soluzione auspiacata anche da FdI: “I patrioti italiani sbarcano nel parlamento europeo”, commenta con soddisfazione Giorgia Meloni. A conti fatti, la coalizione, che controlla la maggior parte delle Regioni del Nord Italia e governa in altrettante nel resto d’Italia, in caso di elezioni anticipate, potrebbe arrivare al 45-50% delle preferenze. Ma Salvini per adesso gela tutti: “Per me a livello nazionale non cambia nulla”. E rilancia la sua Flat tax al 15%. “Ovviamente non subito per tutti, ma la priorità è questa”. Dal canto loro, Di Maio e i 5 Stelle sono chiusi nel silenzio stampa.

Adolfo Spezzaferro

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