Stoccolma, 20 mag – La Procura svedese oggi ha spiccato un mandato di arresto per presunto stupro contro il fondatore di WikiLeaks, Julian Assange. La scorsa settimana era stata annunciata la riapertura del caso, pur chiuso due anni fa. “Ho chiesto alla Corte di Uppsala l’arresto di Assange in sua assenza, sospettato di stupro. Se il giudice decide di firmarlo, emetterò un mandato d’arresto europeo da consegnare alla Svezia”, ha dichiarato in una nota il vice procuratore superiore, Eva-Marie Persson.


La vicenda

L’attivista australiano è stato arrestato un mese fa dalla polizia britannica nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, dove si era rifugiato fa nel 2012 proprio per evitare l’estradizione in Svezia, dopo che Quito aveva revocato l’asilo. Assange, detenuto in un carcere di massima sicurezza, è stato recentemente condannato da un tribunale britannico a 50 settimane di carcere per aver violato i termini della libertà vigilata nel 2012 e attende l’esito del processo sulla richiesta di estradizione negli Stati Uniti.

Adesso estradizione a rischio?

“In caso di conflitto tra un mandato d’arresto europeo e l’estradizione negli Stati Uniti, le autorità britanniche dovrebbero decidere l’ordine di priorità”, ha detto il procuratore di oggi. Persson ha sottolineato che è “impossibile prevedere” l’esito del processo, ma che dal suo punto di vista il caso in Svezia può procedere contemporaneamente con quelli nel Regno Unito. La questione, nel Regno Unito, ha scatenato il dibattito politico. Il leader laburista, Jeremy Corbyn, ha chiesto alla premier Theresa May di non estradare Assange negli Stati Uniti in quanto l’attivista non può essere punito per “aver fatto luce sulle atrocità in Afganistan e in Iraq”.

Le accuse delle due donne

Le accuse risalgono all’agosto 2010, quando Assange era a Stoccolma cavalcando l’onda della pubblicazione di materiale secretato sulle guerre in Afghanistan e Iraq fornito dall’allora militare Chelsea Manning. Ad ospitarlo fu una donna, Anna Ardin, la quale ha raccontato di aver subito avance sessuali da Assange alle quali aveva poi ceduto, sia pure – sostiene – controvoglia. Nello specifico, la Ardin accusa Assange di aver manomesso il preservativo con il quale avevano consumato il rapporto in maniera tale che si sfilasse prima della conclusione. In Svezia i confini del reato di violenza sessuale sono molto più vasti che altrove e questo presunto sotterfugio farebbe del rapporto sessuale uno stupro. Assange ha confermato di aver avuto un rapporto consensuale con Ardin ma ha sostenuto di non aver in alcun modo manomesso il profilattico. La seconda accusatrice, conosciuta come “Miss W” ha raccontato di aver conosciuto Assange a un seminario organizzato dalla Ardin e di avere, successivamente, avuto con lui un rapporto nel suo appartamento, anch’esso consensuale. Di fronte all’insistenza di Assange nel non voler utilizzare il preservativo, il rapporto si sarebbe interrotto, per poi riprendere durante la notte con le dovute precauzioni. La donna ha aggiunto però di essere poi stata svegliata al mattino da Assange che la stava penetrando senza protezione. Sarebbe quest’ultimo comportamento ad aver portato Miss W ad accusare di violenza sessuale il fondatore di WikiLeaks, che anche in questo caso ha negato ogni abuso.

Ludovica Colli

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