Roma, 4 giu – “Se dovessi decidere oggi sull’Alta velocità Torino-Lione, io non la farei, non la trovo conveniente. Ma mi trovo in fase di attuazione, quindi o trovo un’intesa con Commissione europea e Francia o il percorso del Tav è bello e segnato“. Con queste parole ieri il premier Giuseppe Conte, rispondendo ai cronisti al termine della conferenza stampa-ultimatum ai due vicepremier, ha preso una posizione ben precisa sulla Tav. E probabilmente ce ne ricorderemo presto, del fatto che il presidente del Consiglio abbia espresso un parere personale sfavorevole all’opera (che è esattamente la posizione del M5S).


Conte a Salvini: “Si rispetti il metodo dell’analisi costi-benefici”

“C’è un contratto di governo – ha ricordato Conte in merito all’alta velocità – se non fossi stato d’accordo su quel punto avrei chiesto di cambiarlo o non avrei accettato l’incarico: quello è il mio faro. Poi c’è un metodo di lavoro, non è che ci si sveglia oggi e si cambia idea, soprattutto quando si è detto che si proseguirà con un metodo“. E ancora: “Quel metodo è l’analisi costi benefici, non è che si attende per mesi e poi si contesta nel merito, così non funziona“, rincara la dose, con un chiaro riferimento al leader della Lega di Salvini. Ora, ha precisato Conte, “è iniziata un’interlocuzione ed è stato avviato un percorso. Ho parlato con Macron e il ministro delle Infrastrutture si sta confrontando con il suo omologo francese. Dopodiché a breve ci sarà un altro passaggio con la Commissione Ue. Al termine dell’interlocuzione tireremo le file”.

Di Maio si “accolla” al premier: “Confidiamo molto nel suo operato”

Il vicepremier e capo politico del M5S Luigi Di Maio, ancora sotto choc per la batosta alle Europee, da sempre contrario alla Tav ora si smarca “accollando” la responsabilità a Conte, facendo presente, appunto, che della Torino-Lione “se ne sta occupando il premier”: “Confidiamo molto nel suo operato“, ha aggiunto, “sono certo che si troverà la soluzione migliore per gli italiani“. Ma è ovvio che Di Maio si augura che la soluzione migliore alla fine si riveli quella di non portare avanti l’opera, che poi è la visione condivisa con il premier.

Come farà il M5S a dire no alla Tav e restare al governo?

La posizione di Salvini invece è ben nota a tutti. Proprio ieri ha ricordato che “con i colleghi francesi siamo d’accordo che è meglio far viaggiare le merci con la Tav, e quindi completarla. Non è un puntiglio politico, è buon senso“. Ecco, come farà a questo punto il M5S, che è pieno zeppo – anche nell’esecutivo – di No Tav, a ribadire la sua contrarietà all’opera senza far cadere il governo (che poi è quello che si augura Salvini, ossia poter dare la colpa della crisi ai 5 Stelle)? L’alternativa è dire di sì. E perdere così quel poco di consensi ancora rimasti.

Adolfo Spezzaferro

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