Roma, 20 dic – L’Unione europea ha accettato con riserva le modifiche alla manovra del governo gialloverde. Ma per ottenere il placet della Commissione Ue i tagli messi sul piatto sono ingenti, rispetto ai saldi iniziali. Come se non bastasse – in questa resa incondizionata di Lega e M5S ai diktat di Bruxelles – non sono esclusi nuovi salassi per gli italiani.
Sì, perché per evitare la procedura d’infrazione Ue per deficit eccessivo e per convincere la Commissione della bontà della legge di Bilancio, il governo Lega-M5S è dovuto ricorrrere alle cosiddette clausole di salvaguardia. Ecco quindi che saranno possibili aumenti dell’Iva per un totale di 23 miliardi nel 2020 e quasi 29 nel 2021 e nel 2022, come clausole di garanzia, appunto, per rassicurare Bruxelles.
Ancora, previsto il taglio progressivo, per tre anni, dell’adeguamento all’inflazione per le pensioni sopra i 1.522 euro.
Un’imposta del 3% sui ricavi da servizi digitali, che colpirà i soggetti con ricavi superiori a 750 milioni di euro.
La vendita di immobili pubblici, che porterà però ricavi per meno di un miliardo di euro per il 2019 e 150 milioni nel 2020 e 2021.
L’aumento delle tasse su slot e videolotterie, per un incremento totale del gettito di quasi 600 milioni.
Queste le cifre più sostanziose del maxi-emendamento alla manovra depositato ieri sera in commissione Bilancio al Senato.
Nel complesso, la correzione di 10,25 miliardi imposta dalla Commissione Ue viene raggiunta grazie a 9 miliardi di minori spese e 1,2 miliardi di maggiori entrate.
Il testo dovrebbe approdare in Aula alle 17 di oggi. Quasi scontato il voto di fiducia.
Il dato politico è che pur di mantenere il reddito di cittadinanza e quota 100, le due misure-bandiera di M5S e Lega, il governo ha inserito nella manovra – praticamente dettata dall’Ue – nuovi tagli, altre tasse, meno investimenti e il rinvio delle promesse assunzioni per la pubblica amministrazione.
Basterà per i due vicepremier, il leader della Lega Matteo Salvini e il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio, aver portato a casa i due provvedimenti chiave a tenere buoni gli elettori?
Non è detto, perché ci sono cinque miliardi in meno (le risorse calano da 16 a 11 miliardi: da 9 miliardi a 7,1 per il reddito di cittadinanza e da 6,7 miliardi a poco più di 3,9 per la riforma delle pensioni).
Ma, soprattutto, i nuovi balzelli, gli aumenti delle tasse e i tagli a investimenti e assunzioni difficilmente faranno la gioia degli italiani.
Il conto pagato all’Ue – al netto dell’ennesima cessione di sovranità e il tradimento totale di qualsiasi istanza sovranista – è davvero salato.
Adolfo Spezzaferro


1 commento

  1. Nell’accordo con l’Ue sulla manovra il governo ha rivisto al ribasso la previsione di crescita del Pil 2019 dall’1,5 per cento inizialmente previsto all’1 per cento. Lo ha riferito il commissario europeo agli Affari economici Pierre Moscovici.
    Quindi i burocrati stranieri burattini non eletti dei plutocrati proprietari della creazione di moneta tutta privata sono contenti di aver fatto si’ che l’Italia cresca di meno, anzi di niente, e che quindi rimanga affamata e paese da terzo mondo da sfruttare, depredare, demolire e finire di conquistare.Speriamo che quello del governo sia solo un dire di si’ ad un matto il che sarebbe la cosa giusta per assecondarli e limitarne la distruttività

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