Firenze, 14 set – Non si placa la polemica (un po’ surreale) dei toscani del Pd, scontenti del fatto che nel governo giallofucsia non ci sia neanche un sottosegretario proveniente dalla loro regione. Tanto che c’è chi ipotizza che tale esclusione sia uno sgarbo (voluto) a Matteo Renzi, vero deus ex machina del Conte bis. A scatenare il tutto è stata la renziana Maria Elena Boschi che oggi torna sulla questione: “Come avevano già detto la segretaria del Pd toscano Simona Bonafé e il sindaco di Firenze Dario Nardella, ho soltanto detto che mi dispiace che il Pd toscano, che è il Pd più forte d’Italia, non abbia nessun rappresentante tra i 27 membri Pd del governo. E spero che non ci sia nessun retropensiero in questa scelta”. Così la Boschi su Facebook. “Uno su 27 forse ci stava, tutto qui, senza polemica“, ha aggiunto. “Ce ne faremo una ragione: abbiamo votato questo governo, con mille difficoltà personali, per non aumentare l’Iva. Non per aumentare i sottosegretari”.


Le proteste di Bonifazi e Nardella

Ieri, nel coro dei toscani dem che si stracciavano le vesti, si è distinto Francesco Bonifazi, vicinissimo a Renzi, che su Twitter ha scritto: “Dispiace che per vendicarsi della stagione renziana il Pd abbia cancellato tutta la Toscana dai ruoli di governo. Abbiamo vinto ovunque in Toscana, siamo il primo partito: non meritavamo questo trattamento. Buon lavoro al governo”. Per non parlare del sindaco di Firenze,che è sembrato ancor più convinto che l’esclusione sia voluta: “Se questa esautorazione è una vendetta contro la vecchia maggioranza del partito o contro Renzi lo si dica con chiarezza altrimenti sia dia una spiegazione seria e politica di questa decisione. Ho sostenuto questo progetto di governo e continuerò a farlo ma mentirei se dicessi che non sono profondamente deluso e costernato”, ammette Dario Nardella. E rimarca: “Non solo è un peccato tenere fuori la Toscana democratica da questo governo ma credo che sia anche un errore clamoroso che rischia di far vedere le peggiori conseguenze da qui ai prossimi mesi”.

La maggioranza Pd esprime stupore e nega tutto

In casa dem, ovviamente, la maggioranza ha espresso “stupore”: non sarebbe mai stato posto un “caso” Toscana durante la trattativa per la spartizione delle poltrone né tantomeno avanzato il nome di un esponente toscano, assicurano. “Sono 8 al governo, 3 ministri e 5 sottosegretari: un numero corposo ma nei nomi proposti dall’area renziana non è mai comparso un toscano“, hanno precisato.

Quale sia la verità, i renziani sono sempre più sulla via della scissione. E quindi ogni pretesto vale.

Adolfo Spezzaferro

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