Noli, 3 ott – Alla fine a Savona il sindaco si è piegato al volere dei partigiani. La targa a memoria di Giuseppina Ghersi, la bambina di 13 anni barbaramente violentata, torturata e uccisa dai partigiani subito dopo il 25 aprile 1945, non reca alcun riferimento su chi sia stato l’autore dell’ignobile violenza.


“A tua memoria bambina oggetto di ignobile viltà. In commemorazione di tutte le giovani vittime dell’abiezione umana” sono le uniche parole scritte sulla lapide in marmo deposta nei giardini adiacenti piazzale Rosselli a Noli. Ma nessun riferimento ai partigiani, al fatto che la ragazzina sia stata uccisa dopo un’atroce tortura avvenuta a guerra finita.

Una descrizione di come la piccola Giuseppina, accusata di essere fascista dai partigiani anche a oltre 70 anni di distanza dal brutale omicidio, è stata scritta da Gianpaolo Pansa nel “Sangue dei vinti”. Scrive Pansa: “I rapitori di Giuseppina decisero che lei aveva fatto la spia per i fascisti o per i tedeschi. Le tagliarono i capelli a zero. Le cosparsero la testa di vernice rossa. La condussero al campo di raccolta dei fascisti a Legino, sempre nel comune di Savona. Qui la pestarono e violentarono. Una parente che era riuscita a rintracciarla a Legino la trovò ridotta allo stremo. La ragazzina piangeva. Implorava: Aiutatemi! mi vogliono uccidere. Non ci fu il tempo di salvarla perché venne presto freddata con una raffica di mitra, vicino al cimitero di Zinola. Chi ne vide il cadavere, lo trovò in condizioni pietose”.

La targa, alla fine, è stata inaugurata lo scorso 30 settembre, in seguito a un susseguirsi di polemiche montate dall’Anpi, che ha accusato di strumentalizzazione l’idea del sindaco di onorare la memoria di questa ragazzina. Secondo i partigiani la targa avrebbe lasciato spazio a una rinascita del fascismo, dal momento che il luogo in cui è stata deposta, è un piazzale intitolato ai fratelli Rosselli, fondatori di Giustizia e Libertà, simboli della lotta al fascismo e uccisi da sicari dell’estrema destra francese, pagati da Mussolini. Memoria di come venne uccisa Giuseppina, però, non se ne fa.

Il sindaco Giuseppe Nicoli, di destra, si difende: “A me non interessano le polemiche pretestuose che ci sono state in questi ultimi giorni, ma oggi voglio solo ricordare una ragazzina vittima della guerra e dell’odio. I bambini sono creature da difendere che non hanno colore, per questo l’unica bandiera che è presente oggi è quella italiana del Tricolore”. Peccato che nell’andare avanti nella sua idea di onorare la memoria di Giuseppina Ghersi, si sia piegato al volere dei partigiani.

Anna Pedri

5 Commenti

  1. Scusate, ma non c’è nessuna fonte che sostenga che Giuseppina sia stati uccisa e men che meno violentata dai partigiani.
    Nemmeno i suoi genitori hanno mai sostenuto una cosa del genere.
    È una balla che si è inventato qualcuno e che ora qualche altro rilancia.
    Qualcuno di destra e incline alla costruzione di questi falsi “storici”.

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