Roma, 22 set – Ad Atreju, tra ospiti illustri ed esponenti di Fratelli d’Italia, non poteva mancare Daniela Santanché. E la senatrice di FdI, tra un conferenza e un bagno di selfie e abbracci dei suoi sostenitori, è raggiante: “Di tutte le edizioni di Atreju a cui ho partecipato, questa è senz’altro la più bella e indimenticabile”.


Atreju nella giornata di oggi ha visto una grande affluenza di visitatori. Ne è soddisfatta?
«Tra ieri e oggi abbiamo vissuto delle giornate meravigliose che non potremo mai dimenticare: l’emozione, la passione, il pubblico, e gli ospiti prestigiosi come Orban, i dibattiti con Salvini, il presidente Tajani e le categorie. Credo che, delle feste di Atreju a cui ho partecipato, questa sia nettamente la più bella».

Fratelli d’Italia attualmente è in forte crescita e secondo alcuni avrebbe anche superato Forza Italia. Berlusconi e il suo partito stanno pagando il loro europeismo?
«E’ vincente la coerenza. Fratelli d’Italia è l’unico movimento politico che non ha mai governato col Pd e M5S. In Europa abbiamo sempre mantenuto la stessa posizione, Forza Italia ha votato Ursula von der Leyen. Facciamo parte della terza famiglia europea che è quella dei conservatori riformisti. Noi siamo quelli coerenti. Con la nostra leader Giorgia Meloni siamo sempre stati rivolti in quella direzione, tant’è che prima delle passate elezioni Politiche Giorgia volle fare le manifestazioni “anti-inciucio” e ci trovammo da soli. Ora si è capito il perché».

Mentre in Europa voi avete optato per la cesura netta tra sovranisti e globalisti rifiutandovi di votare la von der Leyen, Orban, dal canto suo, ha deciso di rimanere nel Ppe, con la Merkel, Berlusconi e gli altri. Come se lo spiega?
«Oggi sono stata molto attenta alle parole di Orban durante il suo intervento. Mi è piaciuto molto quando ha detto “non si è ungheresi se non si combatte”, ho apprezzato le sue posizioni sulla religione, la famiglia e l’identità, e non riesco a capire come si possa stare nel Partito popolare europeo dove la pensano in maniera molto diversa: non ne capisco le ragioni».

Un’ultima domanda sulla censura di Facebook che ha colpito CasaPound Italia, ma anche realtà vicine a Fratelli d’Italia, come Azione Studentesca e Casaggì. E’ l’inizio di una repressione? Come ci si deve porre nei confronti di questi grandi colossi privati che incidono enormemente nel dibattito politico?
Mi fa paura: io non sono mai stata per il pensiero unico, mi terrorizza la censura, cioè che qualcuno decida chi può parlare e chi no. Come la chiamiamo questa se non dittatura? Sono molto preoccupata, soprattutto per i nostri figli [che hanno accesso] a queste nuove tecnologie, sono il futuro, sono i canali che influenzano maggiormente l’opinione pubblica globale.

In America Trump sta cercando di colmare il vuoto normativo per limitare il potere di questi grandi colossi dell’informazione. Fratelli d’Italia ha delle proposte del genere per normativizzare queste realtà?
«E’ un grande tema, non ci può essere questo “Far West” normativo: bisogna metterci mano, studiare la giusta legislazione e non lasciare campo libero alla dittatura di quei pochi che detengono il potere dell’informazione globalizzata».

 

2 Commenti

Commenta