Washington, 14 ago – Segna una battuta d’arresto la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti. Dopo l’escalation registrata negli ultimi mesi, Donald Trump ha infatti deciso di far slittare l’introduzione di nuovi dazi sui prodotti cinesi. Questa tassazione doganale prevede una tariffa del 10% sulle importazioni dall’«Impero del Dragone», per un ammontare di circa 300 miliardi di dollari. Tale misura è stata pensata dal presidente Usa come controffensiva alla svalutazione dello yuan, la quale rappresenta una minaccia reale per le importazioni statunitensi.


Dazi dal 15 dicembre

Il presidente Usa aveva annunciato una decina di giorni fa che i nuovi dazi sarebbero scattati a partire dal 1° settembre. Ora, invece, il rinvio. Si parla del 15 dicembre. L’Ufficio del rappresentante Usa per il commercio ha infatti annunciato che «alcuni prodotti sono stati rimossi dalla lista dei dazi sulla base della sicurezza sanitaria, la sicurezza nazionale ed altri fattori». In sostanza, niente aumento delle tariffe del 10% su questi prodotti.

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Guerra rinviata?

I prodotti d’importazione su cui scatteranno i dazi dal 15 dicembre «comprendono, per esempio, cellulari, laptop, console di video-game, alcuni giocattoli, monitor di computer, articoli di abbigliamento e calzature», si legge in un comunicato. Queste tariffe si andrebbero quindi a sommare a quelle del 25% già vigenti, e che hanno interessato importazioni per 250 miliardi di dollari. La decisione di Trump e del governo statunitensi sembra muoversi verso una pacificazione momentanea nella guerra commerciale tra Usa e Cina. I negoziati tra le due superpotenze, del resto, vanno avanti, e la mossa di «The Donald» si può leggere senz’altro come un segnale distensivo. Tuttavia, più che un armistizio, questa sembra piuttosto una tregua.  

Gabriele Costa

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