New York, 19 sett – Immaginate di trovarvi un giorno intrappolati in questa conversazione: “Ciao Mario, come stai?” “Stiamo bene” “No, dico, tu… come stai?” “Noi stiamo bene” “Ma perché rispondi al plurale?” “Perché adesso siamo loro, se non ti dispiace”. Follia? Non proprio: persino l’autorevole dizionario americano Merriam-Webster ha aggiunto un’altra definizione per la parola “loro”. D’ora in poi potrà essere usata per riferirsi ad una sola persona. Come è possibile, direte? Facile, basta che la persona che vogliamo indicare si identifichi come “non binary”, ovvero come qualcuno la cui identità di genere non è né completamente maschile né femminile.


Il dizionario di riferimento del mondo americano e anglosassone ha affiancato alla nuova definizione del pronome “loro” anche un esempio di come può essere utilizzato. L’esempio è questo: “loro avevano adottato il genere neutro un paio di anni fa, quando loro cominciarono a identificarsi come non binary“. Vi sentite confusi? Comprensibile. Anche se tra poco sarà politicamente scorretto ammettere di sentirsi a dir poco spaesati dall’arbitrario uso dei pronomi in base ad un’altrettanto arbitraria “identità di genere”. Pensate solo alla fatica che stanno facendo i nonni del bambino inglese cresciuto come “neutro” : i suoi genitori non vogliono che si sappia il suo sesso e pretendono che al pargolo ci si riferisca, appunto, col pronome “loro”.

Le finte origini “antiche”

In un post sul suo sito web, l’azienda che produce il dizionario Merriam-Webster ha reso noto che d’ora in poi il pronome “loro” potrà essere utilizzato per fare riferimento ad una singola persona, ma che già da tredicesimo secolo questa usanza era in atto. Quello a cui si riferiscono è, probabilmente, il pluralis maiestatis di origine latina – che ben poco a che fare con l’identità di genere (argomento che i Romani, fortunati loro, non hanno mai dovuto affrontare).

Uso diffuso? 

L’ultima serie di aggiornamenti del Merriam-Webster include 533 nuove parole e significati. “Le parole vanno e vengono in una lingua, ma quelle che mostrano la capacità di resistenza e un uso crescente devono essere registrate e descritte”, recita una dichiarazione di Merriam-Webster. Questo ultimo arricchimento del dizionario, però, non ci pare segua un uso così diffuso ma semplicemente la volontà di “accontentare” le istanze dei teorici del gender e dei guerrieri del politicamente corretto: non a caso, recentemente il  Merriam-Webster ha aggiunto anche i termini genderqueer, genderfluid e un altro termine “di genere neutro” detto ‘Mx‘. Insomma, sebbene qualche individuo nel mondo pretenda di identificarsi come “neutro” e reclami per sé il termine “loro” non è abbastanza per cambiare alla parola significato sul dizionario. Qui, per le folle pretese di pochi, si rischia non di confondere i “generi” ma anche le quantità: immaginate che confusione prenotare per un ristorante o un albergo se ogni “neutro” vorrà essere un “loro”… O tempora, o mores.

Ilaria Paoletti

3 Commenti

  1. Personalità multiple = schizofrenia. Malattia mentale. Un noto esempio letterario, divenuto poi cinematografico? Eccolo qui.

    E’ piuttosto facile relegare immediatamente un neologismo nel limbo degli arcaismi: basta rifiutarsi di usarlo senza costruirci attorno alcun immeritato clamore. L’oblio parli da sè, tacendo.

  2. Sionisti satanisti ben saldi al potere. Prepariamoci al NWO. Comanderanno con facilità questa grande massa mondiale di goym bestiali, depravati e senza più un anima. Siete stati bravi. Siete effettivamente eletti. Godetevela tutta adesso.

  3. LOROLORO sono coglioni sia individualmente che a gruppi ……
    Si fottano .💩💩💩💩💩💩💩💩
    basta con ste cazzate
    gender ginger frocio lesbo sti cazzi .

    loroloro CI hanno rotto i COGLIONI !

    Coso , spero che quelle 💩💩 dei tuoi genitori ,nonni e froci vari NON riescano a rovinarti la vita ….

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