Roma, 14 set – “La morte di Hamza bin Laden non solo priva al Qaeda di importanti capacità di leadership ed una connessione simbolica con il padre, ma compromette anche importanti attività operative del gruppo”. Così Donald Trump conferma quanto già sapevamo ed era stato annunciato più di un mese fa dai media americani: il figlio di Osama bin Laden è stato ucciso. Restava però il dubbio su chi fosse stato a eliminarlo, visto che al momento non era arrivata alcuna rivendicazione ufficiale da parte degli Stati Uniti e neppure da altri Stati.


Restano alcune ombre

Il presidente Usa ha precisato oggi che Hamza bin Laden è stato “ucciso in un’operazione di anti-terrorismo degli Usa nella regione dell’Afghanistan-Pakistan”. Trump ha poi aggiungo che il figlio dello sceicco fondatore di Al Qaeda “era responsabile della pianificazione e della gestione di vari gruppi terroristici”. Nel leggere le affermazioni del presidente americano saltano agli occhi due questioni ancora poco chiare. E’ da una parte piuttosto strano che Trump non specifichi esattamente dove sia stato ucciso il figlio di bin Laden, identificando il luogo nella vasta e piuttosto vaga “regione dell’Afghanistan-Pakistan”.

Dall’altra il presidente Usa ci dice che Hamza bin Laden era a capo di “vari gruppi terroristici”, senza precisare quali esattamente e come se la grande cupola di Al Qaeda non fosse più così unita, oppure non fosse guidata soltanto dal figlio di Osama. E’ però il fatto che il luogo del blitz delle forze anti-terrorismo statunitensi non venga precisato da Trump a colpire di più. In un momento in cui Washington sta avviando un disimpegno dall’Afghanistan e al contempo una storica “collaborazione” con i talebani, si può pensare che per qualche motivo strategico il presidente americano non abbia voluto riferire appositamente il luogo esatto.

Eugenio Palazzini

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