syria_1024x544Roma, 18 nov – Non siamo freschissimi di studi coranici, ma è molto probabile che nel libro sacro dei musulmani non si dica nulla a proposito di stimolanti chimici.


Eppure il commando che ha fatto strage a Parigi non si sarebbe fatto scrupoli nell’assumere un intruglio di anfetamina e caffeina prima di passare all’azione. Non è ancora certo, in realtà, ma la presenza di siringhe nella stanza occupata da Salah Abdeslam (ritenuto la “mente” degli attacchi) nell’Appart’City Hotel di Alfortville, nell’Ile de France, lascerebbe pensare che i terroristi possano aver fatto uso di droghe prima della mattanza.

Sotto accusa il Captagon, miscela eccitante conosciuta anche come “droga della Jihad” da quando hanno cominciato ad abusarne i macellai della “opposizione democratica” ad Assad in Siria. I medici ne hanno trovato tracce nel corpo di Seifeddine Rezgui, il 24enne terrorista tunisino che nel giugno scorso ha ucciso 38 persone sulla spiaggia di Sousse, e grandi quantità sono state ritrovate nelle tasche dei combattenti dell’Isis uccisi dai curdi a Kobane.

Giusto un mese fa, la polizia aeroportuale di Beirut ha sequestrato due tonnellate di pasticche di Captagon nascoste nell’aereo privato di un principe saudita. Nel 2013 sono state sequestrate 12,3 milioni di pillole in Libano, circa 7 milioni in Turchia dove erano pronte a essere spedite in Siria e Arabia Saudita.

Si può essere fanatici musulmani, aderenti alle versioni più integriste dell’Islam, e assumere droghe? Sembra assurdo ma pare di sì, soprattutto se sei un ex sbandato delle periferie, un delinquentello folgorato sulla via della religione, come Salah Abdeslam, suo fratello Brahim e Abdelhamid Abbaoud, amici da anni e già noti alle forze dell’ordine per piccoli reati commessi tra il 2010 e il 2011, compreso lo spaccio di droga.

Ma vale la pena ricordare che anche in un altro contesto, quello della guerriglia cecena contro la Russia, le autopsie sui corpi dei terroristi hanno rivelato particolari inquietanti. I terroristi del commando che fece irruzione in una scuola di Beslan, nel 2004, avevano tutti fatto uso di droghe e 22 di loro si erano iniettati quantitativi di eroina e morfina. Secondo gli inquirenti, “la concentrazione di droghe negli organismi di alcuni terroristi superava le dosi mortali, il che rivela che erano tossicodipendenti e che avevano continuato a drogarsi per tutto il periodo di preparazione dell’attentato”.

Giorgio Nigra

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