Uppsala, 25 gen – La Svezia è sconvolta da un gravissimo crimine successo in questi giorni. In una cittadina a 70 chilometri dalla capitale Stoccolma, tre giovani immigrati di 18, 20 e 24 anni hanno stuprato una donna svedese di 30 anni e filmato il tutto durante una diretta su Facebook. Le immagini della violenza sessuale sono state interrotte durante l’arrivo della polizia che ha arrestato i tre “nuovi svedesi”, termine utilizzato nel nuovo gergo politicamente corretto tanto in voga nei paesi scandinavi.


Secondo le testimonianze raccolte dal quotidiano svedese Expressen oltre ad aver trasmesso il video sulla piattaforma streaming di Facebook e alcune foto sull’applicazione di messaggistica istantanea Snapchat, i giovani avrebbero diffuso anche un secondo video in cui la vittima negava di essere stata violentata, la polizia però sospetta che sia stata obbligata a fare quelle dichiarazioni. In una conferenza stampa la polizia ha diffuso un appello a chiunque sia in possesso delle immagini che provino il reato, nel frattempo, anche i responsabili scandinavi del famoso social network si stanno adoperando nel recupero dei video precedentemente rimossi. Questa è l’altra faccia della Svezia al quarto posto mondiale per la parità di genere, che deve fare i conti con una realtà scomoda ai molti. Infatti, secondo il rapporto pubblicato dall’ufficio contro le droghe e i crimini delle Nazioni Unite nel 2012, il paese scandinavo occupa il secondo posto al mondo tra i paesi con il maggior numero di stupri ogni centomila abitanti. I dati più recenti diffusi dall’agenzia Swedish National Council for Crime Prevention (Brottsförebyggande rådet) confermano tristemente che i casi sono in crescita dal 2011 al 2014.

Guido Bruno

 

 

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