Roma, 14 set – Tra gli addetti del settore le voci erano sempre più insistenti, ma ora è ufficiale: l’Italia entrerà, insieme a Gran Bretagna e Svezia, nel programma Tempest per la costruzione di un caccia multi-ruolo di sesta generazione.


A firmare il Memorandum martedì 10, in occasione del salone Dsei (Defence & security exhibition international), sono stati il generale Nicolò Falsaperna, Segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, e il suo omologo britannico Simon Bollom.

Il Documento, frutto di un “Government feasibility study” congiunto, lanciato a seguito del Farnborough Air Show del luglio 2018, impegna entrambi i governi a sviluppare ulteriormente le proprie capacità nel settore ‘Combat Air’ ma non contiene impegni finanziari specifici. Ad oggi quindi, non è noto quanto Roma intenda investire sulla partecipazione al progetto.

Secondo la Difesa infatti “Lo studio ha portato alla conclusione che Gran Bretagna e Italia sono partner naturali nel settore del Combat Air, anche in virtù della collaborazione esistente tra la Difesa dei due Paesi e in particolar modo tra l’Aeronautica Militare e Royal Air Force che impiegano sistemi d’arma comuni, Eurofighter e F-35”.

Anche il neo ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, ha commentato positivamente la notizia ribadendo che “l’avvio di questa importante parternship fra Italia e UK in un settore strategico quale quello dell’aerospazio, è un risultato molto positivo. Raggiunto grazie ad un lavoro efficace e concreto, e ulteriore conferma dell’eccellenza dell’industria italiana della Difesa”.

Tempest: Leonardo, Avio Aero e non solo

Il giorno dopo infatti, le aziende leader nel settore della difesa del Regno Unito (BAE Systems, Leonardo UK, Rolls Royce e MBDA UK), insieme agli attori principali dell’industria italiana (Leonardo Italia, Elettronica, Avio Aero e MBDA Italia) hanno annunciato l’intenzione di collaborare alle attività relative al Combat Air System Tempest firmando una dichiarazione di intenti. Secondo l’accordo, i partner lavoreranno insieme per definire un concetto innovativo e un modello di partnership che preveda la condivisione delle competenze acquisite, la definizione dei requisiti di prodotto e lo sviluppo tecnologico congiunto di sistemi di difesa aerea.

Ovviamente entusiasti i vertici delle aziende italiane coinvolte. L’amministratore delegato di Leonardo, Alessandro Profumo, ha dichiarato che “l’accordo di oggi è un prossimo passo essenziale per questo entusiasmante e strategicamente importante programma. Come CEO di Leonardo, sono fiducioso in questa collaborazione poiché ogni giorno vedo come gli ingegneri italiani e britannici, lavorando insieme, realizzano cose incredibili. Le nostre due nazioni abbiamo una lunga e condivisa storia di successo sui programmi internazionali e crediamo che lavorare insieme su Tempest rafforzerà ulteriormente la base tecnologica, industriale e di competenze di ogni nazione per garantire la prosperità per i decenni a venire”.

“Siamo orgogliosi di far parte di questa collaborazione strategica – ha dichiarato Riccardo Procacci, Ad di Avio Aero – che rappresenta l’opportunità unica per la nostra azienda, per il settore cui apparteniamo e per l’Italia di mettere a disposizione la propria leadership industriale attraverso lo sviluppo di tecnologie all’avanguardia e competenze nel campo della propulsione aeronautica, facendo leva sul bagaglio di esperienze acquisite anche grazie al programma EJ200”.

Enzo Benigni, presidente e amministratore delegato di Elettronica ha annunciato che “Elettronica è onorata di essere, in qualità di azienda strategica nazionale, tra i firmatari dello Statement od Intent (SOI) sul Tempest che permetterà di mantenere ed accrescere competenze e opportunità per il nostro Paese in un settore così strategico.” Elettronica, che ha già grossi rapporti di collaborazione con i partner interessati dal progetto, confida “che la partnership tra le due nazioni possa evolvere verso un nuovo modello di collaborazione – come evoluzione di quello EFA – nel rispetto delle sovranità tecnologiche nazionali già acquisite, e attraverso una opportuna gestione delle design authorities.”

Dello stesso tono, ovviamente, le dichiarazioni dei vertici industriali inglesi. Charles Woodburn, Amministratore delegato del gruppo, BAE Systems ha dichiarato che “la nostra comprovata esperienza di collaborazione di successo con l’industria italiana ci rende certi che questa partnership tra le nostre due nazioni si adatta perfettamente a Tempest e dimostra lo slancio crescente dietro questo importante impegno internazionale. L’annuncio di oggi amplierà le partnership esistenti con MBDA e Leonardo, che sono al centro del nostro lavoro per liberare il pieno potenziale del Typhoon, poiché insieme sviluppiamo le future tecnologie di combattimento aereo a beneficio di entrambe le nazioni”.

Il ruolo di Mbda

Particolare attenzione è stata data all’esposizione di MBDA, coordinatore degli armamenti all’interno del Team Tempest. MBDA sta contribuendo a garantire che sistemi di armi innovativi integrino il design all’avanguardia e le nuove tecnologie della piattaforma. Questo accordo di collaborazione sta già dimostrando il potenziale per offrire miglioramenti delle capacità in una serie di missioni che hanno portato ai concetti esposti alla DSEI quest’anno. Tra questi, oltre al già noto Meteor, troviamo: il sistema di capacità difensive hard kill (HK-DAS) in grado di tracciare, colpire e intercettare i missili in arrivo contro il Tempest in ambienti ad alta minaccia; il micromissile aria-terra di forma ridotta e capacità scalabile (atto ad incrementarne le capacità di supporto aereo ravvicinato e la persistenza in attacco) oppure il Within Visual Range Air-to-Air Missile (WVRAAM).

Per Eric Beranger ad di MBDA, “l’annuncio di oggi rafforza ulteriormente il contributo di MBDA al Tempest, valorizzando le eccellenze industriali offerte dalle nazioni coinvolte. In aggiunta alle capacità d’armamento futuro presentate dal Team Tempest nel corso del salone, MBDA Italia potrà contribuire con le proprie competenze sistemistiche sviluppate grazie alla decennale partecipazione a programmi multinazionali, come quello per il missile aria-aria Meteor, nonché con le competenze tecnologiche maturate nei sistemi di navigazione e guida e nella seekeristica. Si tratta di un’importante opportunità per collaborare allo sviluppo di soluzioni future”.

Chris Allam, Amministratore delegato di MBDA UK, ha invece dichiarato: “L’approccio di partnership fornito dal Team Tempest consentirà di migliorare i tempi, la complessità e i costi delle campagne di integrazione del sistema di armi. Essere coinvolti nello sviluppo di nuove interfacce, progetti di alloggiamenti e processi di integrazione sarà anche un fattore chiave per lo sviluppo a spirale degli effettori complementari in futuro. Stiamo utilizzando il nostro ruolo unico in questa collaborazione per garantire che il futuro aereo da combattimento sia in grado di utilizzare appieno le armi esistenti e le armi pianificate, supportando al contempo una gamma completa di studi di progettazione del sistema che valutano lo spazio commerciale tra la futura piattaforma di combattimento e le armi del futuro”.

Aldo Campiglio

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