Roma, 30 mag – Dall’Ungheria arriva una doccia fredda per la Lega, che sperava di arrivare a un accordo con il partito del premier Viktor Orban in chiave europea. “Non vedo molte possibilità di collaborazione”, ha detto Gergely Gulyas, capo dello staff del primo ministro magiaro durante una conferenza stampa a Budapest. “Rispettiamo il vicepremier italiano, il governo italiano e il risultato delle Europee, che ha reso la Lega il primo partito del Paese – ha spiegato Gulyas – ciò nonostante, non vedo molte possibilità di cooperazione a livello di partiti o in un gruppo parlamentare condiviso“, ha precisato.


Orban dunque, nonostante sia stato sospeso dal Partito popolare europeo (Ppe), non intende cambiare gruppo al Parlamento Ue. I paragoni con Salvini e gli attacchi a livello internazionale sferrati al premier ungherese non sono serviti a fargli cambiare idea, quindi, salvo sorprese last minute, non vi sarà un’adesione di Fidesz, il partito di Orban, al gruppo che intendono creare il leader leghista e Marine Le Pen. Dopo la frenata da parte di Nigel Farage, che medita ancora di rimanere alleato del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo, anche dall’Ungheria non arrivano segnali confortanti per Lega e Rassemblement National.

Anche Seehofer gela Salvini

Sembra chiara la volontà di Orban di non mollare il raggruppamento con i numeri di deputati più alti, ovvero il Ppe. Non a caso quest’ultimo sarà il principale attore per la nomina, ad esempio, del presidente della Commissione europea. Mentre l’Alleanza europea dei popoli e delle nazioni, così almeno dovrebbe chiamarsi il gruppo di Salvini e Le Pen, è destinata a rimanere fuori da questa partita.

Anche il tedesco Horst Seehofer, in un’intervista rilasciata all’agenzia stampa Dpa, ha gelato il leader leghista. “Dopo l’incontro di Salvini con l’Afd e con Marine Le Pen per me non erano più possibili intese politiche. Almeno non oltre quella che è l’usuale collaborazione tra Stati”, ha dichiarato Seehofer. Puntualizzando che “una base di fiducia praticamente non è più possibile”.

Alessandro Della Guglia

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