Roma, 29 mag – Da tutti identificato come potenziale alleato di Matteo Salvini e Marine Le Pen, il leader del Brexit Party, Nigel Farage, avrebbe escluso l’ingresso del suo partito nel gruppo europeo promosso da Lega e Rassemblement National. La schiacciante vittoria in Gran Bretagna, che ha portato l’uomo forte della Brexit a distruggere lo storico bipartitismo caratterizzato da una continua alternanza al potere tra laburisti e conservatori, ha lanciato un messaggio chiaro a Bruxelles: il Regno Unito è deciso a uscire il prima possibile dall’Unione. Di conseguenza la permanenza dei parlamentari britannici al Parlamento europeo è destinata ad essere fugace, ma comunque significativa almeno fino al prossimo autunno.


Farage in ogni caso vorrebbe mantenere l’alleanza con i Cinque Stelle, facendo sopravvivere il gruppo Efdd. Non vuole dunque entrare nell’Alleanza Europea delle Nazioni e dei Popoli (così almeno dovrebbe chiamarsi il gruppo promosso da Salvini e Le Pen), in cui invece entreranno i tedeschi dell’AfD (11 parlamentari), del Vlaams Belang belga (3), della FPO austriaca (3), della Spd ceca (2), dei Veri Finlandesi (2), del Partito del popolo danese (1) e degli estoni di Ekre. Anche gli spagnoli di Vox (3 deputati) vorrebbero evitare di entrare in questo gruppo, puntando forse a quello dei Conservatori e Riformatori Europei (Ecr) della Meloni.

Trattative aperte

Per Farage resta però un grosso problema burocratico: non ha il numero necessario di delegati per ricostituire il gruppo parlamentare. Ecco allora che le trattative, dopo i colloqui di oggi con i leghisti, potrebbero riaprirsi o meglio continuare. L’eurodeputato Marco Zanni, responsabile esteri della Lega, si è infatti detto fiducioso. Secondo Zanni l’incontro con il leader del Brexit Party “è andato bene, stiamo lavorando” e “vediamo di chiudere per la settimana prossima con lui, siamo convinti di poter chiudere”. Per il responsabile esteri della Lega “è ovvio che lui deve dichiarare che ha più opzioni”, però si tratta di “un buon accordo” e di conseguenza “è un beneficio comune stare insieme… al di là di quello che viene dichiarato pubblicamente”.

Eugenio Palazzini

Commenta