Ottawa, 19 set – Pura poesia. Il politicamente correttissimo primo ministro canadese Justin Trudeau, il crociato difensore di gay, trans, femministe, immigrati, fustigatore del maschio bianco, ultrà debellatore del white privilege in ogni sua forma, si trova oggi al centro di uno tsunami mediatico: oggetto dello scandalo, una sua foto del 2001 pubblicata dal Time, che lo ritrae con il blackface, cioè il volto dipinto di nero, durante una festa dal tema “Arabian Nights”, organizzata dalla scuola privata di Vancouver dove Trudeau, allora 29enne, insegnava.


Nel bigotto Nord America – ma ormai nemmeno l’Europa ha più niente da invidiare al Nuovo Continente quando si tratta di progressismo terminale – in una scala di razzismo da 1 a 10, essere bianchi e dipingersi la faccia di nero vale 100. Con blackface, infatti, si definisce la vecchia usanza di dipingersi viso e corpo di nero, truccandosi in modo marcatamente non realistico per assumere le sembianze stilizzate di una persona di pelle nera. Una pratica considerata ai giorni nostri retaggio degli Stati Uniti dell’epoca segregazionista, che si è gradualmente conclusa con il Movimento dei diritti civili di Martin Luther King che ne denunciò i preconcetti razzisti e denigratori. Basta un nulla, anche la fuliggine sul viso degli attori di Mary Poppins, per ricevere la lettera scarlatta. E ora la patata bollente, per ironia della sorte, ce l’ha proprio colui che da sempre sbandiera il suo impegno per i diritti delle minoranze.

Le scuse

Così a poche settimane dalle elezioni in Canada, qualcuno ha pensato bene di passare al setaccio il passato di Trudeau, che già non se la passava bene dopo lo scandalo che lo vedeva coinvolto per favoreggiamento: al quale non è restato che fare pubblica ammenda a reti unificate in tutto il Canada: «Avrei dovuto farlo prima, ma non l’ho fatto e mi dispiace profondamente», ha poi detto ai giornalisti. «Mi scuso profondamente. Ora riconosco che è stato un gesto razzista di cui mi pento profondamente», ha detto il premier. Poi ha fatto riferimento alla campagna elettorale dicendo: «Penso che ci siano persone che hanno fatto degli errori nella loro vita e le decisioni si prendono sulla base di quello che stanno facendo ora e di quello che hanno fatto in passato ogni giorno, caso per caso».

Le reazioni

Non l’ha presa bene Mustafa Farooq, direttore del National Council of Canadian Muslims, un’organizzazione non profit per la difesa dei diritti dei musulmani in Canada: «Vedere il primo ministro con il blackface ci rattrista molto. Il blackface è una pratica riprovevole e si porta dietro una storia di razzismo e di mitologia orientalista inaccettabile». Jagmeet Singh, leader di origine indiana del Nuovo Partito Democratico, ha dichiarato che la fotografia è «offensiva».

 

Cristina Gauri

8 Commenti

  1. Negracci di merda! Sanno talmente bene di essere inferiori che si offendono per un’ occhiata!… Però non ce la fanno a stare nei loro paesi, (che sono paesi – cesso, ma solo perché abitati da loro!!!), che non sono in grado di gestire e amministrare! Hanno bisogno degli odiati EUROPEI, (BIANCHI!), “infedeli” & sprezzanti! così come i pidocchi hanno bisogno di un cane! Porci! Parassiti dalle facce color merda dai tratti scimmieschi! Maledetti loro! Il loro sudicio malseme! E gli scarafaggi che generano e che li hanno generati!

  2. Forse, la mia logica è fallata, ma, realmente, non comprendo perché, il dipingersi il volto di nero venga interpretato come gesto razzista. A mio modo di vedere è un omaggio verso le persone di colore, in quanto, si cerca di emulare la loro pigmentazione e, di conseguenza, il loro stile di vita. Quindi mi chiedo, ma quanto sono ottenebrate e in malafede, gli esseri che vedono del razzismo in semplici gesti innocui? Queste idiozie possono avere, forse, una motivazione negli Stati Uniti, ma non vedo come possano essere esportate nel resto del globo, Canada compreso. Curioso poi, che le rimostranze vengano effettuate da Islamici confusi anche sulla loro appartenenza etnica. Trudeau è il classico esempio di traditore dell’etnia caucasica, che addirittura si auto condanna, per un gesto innocente, che dovrebbe invece difendere a spada tratta; è talmente prono al politicamente corretto che, se fosse per lui, cercherebbe un chirurgo che gli possa effettuare un trapianto di pelle, o forse anche questo sarebbe visto come gesto razzista?

  3. Non credo che questo canadese vorrebbe avere la pelle di un negro. Non lo credo proprio! I negri, strafottenti, ripugnanti & puzzolenti, se li deve sciroppare il ” popolo-bue”! Lui li vede, se li vede, davanti alle telecamere, con i guardaspalle pronti ad intervenire, (non mi piace l’ anglogiudaico d’oltre oceano: “bodyguard”) , dopodiché….. Tornate a fare i bingo-bingo nelle zone bassolocate e rompete i coglioni ad altri! Del resto….. gadlerner docet…..

  4. Che è, mò uno non si può nemmeno travestire da negro? E anzichè esser fieri che un bianco si conci così, i negri si scocciano? E nei confronti di uno che dà apertamente il culo per favorire i “fuggiaschi”? Ma che è, davvero metà del “genere umano” dovrebbe estinguersi per manifesta deficienza?

  5. Andiamo a vedere cosa Trudeau faceva vent’anni fa, ma tu Cristina cosa facevi in quegli anni? Non ti biasimo e ti ringrazierò a vita per tutte le seghe che mi hai ispirato quando ero ancora minorenne, ma adesso non metterti te a fare la bigotta moralista.

    È comunque vero che Trudeau abbia sbagliato a chiedere scusa per una goliardata che può offendere solo un demente (di solito un bianco cretino più realista del re che pretende di sapere lui di cosa si offendano i neri) e tra USA e Canada si sta decisamente esagerando col politically correct.

  6. Guai a toccarmi Trudeau!
    Dovremmo diventare i suoi migliori.
    Per la nostra sopravvivenza ci occorre un pezzetto di Canada da colonizzare,anche tra i più deserti.

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