Londra, 23 mag – Sono stati aperti oggi i seggi elettorali nel Regno Unito. E tutto fa pensare che le rilevazioni degli ultimi giorni saranno confermate: il Brexit Party di Nigel Farage dovrebbe celebrare il suo trionfo, mentre i Tories della premier Theresa May e i laburisti di Jeremy Corbyn sprofonderanno nel buio più totale. Questo è infatti quello che emerge dall’ultimo sondaggio di YouGov commissionato dal Times. I dati sono stati raccolti tra il 19 e il 21 maggio su un campione di circa 4mila elettori, e i risultati arrivano in effetti come una sentenza: il Brexit Party è dato addirittura al 37%, mentre conservatori e laburisti vanno incontro a una catastrofe senza precedenti.


Farage sugli scudi, Corbyn nella polvere

La condotta non sempre chiara dei «partiti tradizionali» è senz’altro l’elemento che più peserà sul disastro che li attende. Divisi tra intransigenti pro-Brexit, moderati ed europeisti, infatti, sia Tories che laburisti non sono riusciti a convincere l’elettorato britannico, che si è invece polarizzato attorno al o no alla Brexit. I sondaggi, del resto, non mentono: al primo posto, come detto, c’è il partito ferocemente anti-Ue di Farage, che sia attesta attorno al 37%, mentre il secondo posto se lo dovrebbero aggiudicare i liberaldemocratici (Lib-dem), europeisti convinti e altrettanto convintamente anti-Brexit, che sono dati intorno al 20%. A distanza siderale troviamo poi i laburisti di Corbyn, su cui tante speranze avevano riposto globalisti e progressisti della new left. Ebbene, con il 13% (un -27% rispetto alle Politiche del 2017), si può tranquillamente parlare di un fiasco totale.

Mai dire May

Ma chi veramente si appresta a pagare il conto più salato, è proprio la May. Incapace di imporre al Parlamento il suo accordo con la Ue sulla Brexit, la premier britannica è riuscita però a portare i Tories al minimo storico: il sondaggio di YouGov dà infatti i conservatori al 7%. Diventati quinto partito (scavalcati pure dai Verdi), i Tories mandano così in fumo il 42% ottenuto alle elezioni nazionali di appena due anni fa. Una perdita mostruosa (-35%) che con ogni probabilità costerà la testa alla May e getterà i conservatori in una crisi nera da cui sarà molto complicato riprendersi. Perlomeno in tempi brevi, of course.

Valerio Benedetti

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