proteste contro bando anti-islamRoma, 7 mar – Donald Trump non si arrende e, dopo aver assistito alla strenua opposizione da parte della magistratura contro il tanto contestato bando anti-Islam, si è subito messo al lavoro per apportare le modifiche necessarie al fine di rendere più valida e legittima la nuova versione. Il provvedimento, nonostante sia quasi identico a quello precedente, presenta poche ma significative differenze nei punti più contestati. Ad annunciare la notizia ieri su Fox News è Kellyanne Conway, stretta collaboratrice del presidente degli Stati Uniti, dichiarando: Oggi il presidente firmerà il nuovo bando anti-Islam” aggiungendo inoltre che “Verranno chiarite meglio le procedure da seguire nel caso in cui chi arriva abbia possesso dei documenti di viaggio, di un visto, se sia un residente permanente e se non si sia stati messi al bando sulla base di un particolare ordine esecutivo. I soggetti che sono già in possesso di un visto di accesso nel suolo americano saranno esenti da nuovi controlli, stesso trattamento riguarda chi è residente permanente negli States.


Il divieto inoltre non include più le persone provenienti dall’Iraq che però sono soggette a maggiori misure di sicurezza e di controllo che il paese ha applicato al fine di garantire la necessaria sicurezza e lotta al terrorismo. A dichiararlo è sempre Conway, affermando che L’esclusione dell’Iraq è motivata dai controlli rafforzati che questo Paese ha messo in atto nelle ultime settimane”. Il ministro degli Esteri di Bagdad, Ahmad Jamal, ha rilasciato una dichiarazione in merito esprimendo una grande soddisfazione per l’ordine esecutivo del presidente USA Donald Trump che esclude gli iracheni dal divieto di ingresso negli Statesaggiungendo che per l’Iraq si tratta di un passo importante nella giusta direzione che rafforza l’alleanza strategica tra Baghdad e Washington in molti settori e soprattutto nella lotta al terrorismo”.

Un punto fondamentale, e delicato, del nuovo bando riguarda i rifugiati politici provenienti dalla Siria, a cui viene garantito un trattamento più equo possibile rispetto agli altri rifugiati. Tuttavia la Siria sembra rientrare nella possibile lista degli Stati a cui è vietato l’accesso negli Stati Uniti, tra questi quasi sicuramente sono compresi Libia, Iran, Somalia, Yemen e Sudan. Il nuovo provvedimento presenta misure indubbiamente più equilibrate rispetto all’originale “muslim-ban”, bisogna comunque attendere la reazione della magistratura che ha comunque trovato in Donald Trump un avversario ostico e determinato a proseguire quella linea di obiettivi che si è posto in campagna elettorale e che intende perseguire con assoluta fermezza.

Davide D’Anselmi

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