Parigi, 22 mag – La classe non è acqua, a volte però fa acqua da tutte le parti. Certo, magari al Consiglio dei Ministri la pretesa di assistere a un minimo di sobrietà non sarebbe del tutto peregrina. La politica cambia, e con essa il costume, ma il rispetto del ruolo istituzionale che si ricopre non è semplicemente una formalità. Si può scegliere di provocare, si può anche volutamente mandare un messaggio di rottura nei confronti dell’ingessato stile da “pinguino”, che non è necessariamente segno di alto livello.


La portavoce del presidente transalpino ha voluto però strafare, presentandosi in “pigiama” al Consiglio dei Ministri dello scorso 15 maggio. Un effetto decisamente imbarazzante. Sì, perché così ha deciso di comparire Sibeth Ndiaye, senegalese naturalizzata francese appena tre anni fa, davanti alla telecamere. Celebre per le sue sparate imbarazzanti, ha forse pensato di smentire l’adagio: l’abito a volte fa il monaco.

La 39enne africana divenne un caso già nell’agosto 2017, quando una giornalista le chiese se poteva confermare la morte di Simone Veil e lei rispose quasi seccata: “Sì, la tipa è morta”. E giusto per far comprendere meglio a tutti il suo carattere, in un’altra occasione non esitò a sostenere di essere pronta a tutto per “proteggere il presidente” Macron, anche “a mentire”. Ecco, adesso avrà pensato che l’immagine del presidente francese, già piuttosto compromessa, possa essere rivitalizzata grazie a “uscite” come questa. Raffinatezze d’oltralpe.

Alessandro Della Guglia

3 Commenti

  1. Checché ci voglia propinare l’ “elite” che si arroga il diritto di decidere per noi, (leggi: sulla nostra pelle), un negro sempre negro rimane…!… Non è neppure uno straniero…!… Un po’ come un cinghiale che, ad esempio, dall’ Austria passa il confine, in mezzo alla selva, e si ritrova, (senza saperlo, ovviamente), in Trentino. Può essere classificato come: “straniero”? Non credo. Resterà sempre e comunque solo un cinghiale.

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