cafe-bataclan-paris-11Roma, 16 nov – Si avverte l’alito dell’orrore puro se solo ci si avvicina ai racconti di chi è scampato al massacro del Bataclan, pubblicati dal quotidiano Le Parisien.


I superstiti raccontano dell’incredulità iniziale (“Sembravano delle scintille, ho pensato a un effetto scenico, tipo Capodanno cinese”, racconta un testimone) e poi della breve, terribile presa di coscienza.

Quando le luci si sono accese, Marion ha sentito gli attentatori urlare: “Interveniamo a nome dell’Isis, facciamo questo a causa di ciò che voi fate in Siria e in Iraq”. Tutti sono concordi nel sottolineare l’estrema calma dei terroristi. “Dovete capire, voi state bombardando la Siria”, continuavano.

“Dicevano alle persone di non muoversi, poi le abbattevano a sangue freddo. Ho avuto l’impressione che fossero fanatici super-addestrati”, commenta un altro superstite.

Molti hanno l’idea di fingersi morti per scampare alla mattanza, ma non è una bella trovata. Dopo aver sparato su tutto ciò che si muoveva nella sala, infatti, i terroristi si sono fermati e hanno iniziato a esaminare uno a uno i corpi a terra: “Era come se avessero finito una prima tappa – spiega Frédéric – Allora hanno rifatto il giro del salone, stavolta più lentamente, per esaminare ciascun corpo”.

Addirittura un superstite è stato risparmiato per aiutare i carnefici in questo macabro compito: a lui spettava muovere ogni corpo affinché i terroristi potessero distinguere feriti e simulatori dai cadaveri veri e propri. Incredibile il modo in cui si è salvato Grégory: “Loro gli hanno sparato al piede per vedere se era vivo – spiega sua figlia Valérie – ma lui ha una protesi a partire dal ginocchio. L’hanno colpito una, due tre volte. Lui non si è mosso. Se avessero tentato una quarta volta, mi ha confessato che non avrebbe resistito”.

Alexis sarebbe invece stato risparmiato per motivi razziali. Il ragazzo non ha origine arabe, ma i suoi amici testimoniano che la sua pelle scura fa sì che spesso venga scambiato per magrebino. Questa è la dichiarazione di chi era con lui in quel concerto maledetto: “Lo hanno inquadrato nel mirino, poi hanno desistito. Gli hanno detto: ‘Tu sei dei nostri’, e hanno sparato su un altro giovane al suo fianco”. Gli stragisti del Bataclan hanno quindi fatto selezione razziale delle loro vittime?

Giorgio Nigra