Londra, 21 mag – Bambini autistici messi in isolamento e maltrattati per anni. E’ quanto avvenuto in alcuni ospedali inglesi, stando alle rivelazioni del Telegraph. Il quotidiano britannico ha infatti spiegato che la commissione del ministero della Salute di Londra ha scoperto che 62 persone, tra cui 20 bambini di circa 10 anni, affetti da autismo o da disturbi dell’apprendimento, sono stati a lungo segregati all’interno delle strutture di cura dove avrebbero dovuto ricevere aiuti e tutele. Al contrario hanno subito trattamenti vergognosi, tra maltrattamenti e casi di isolamento della durata addirittura di due anni.


Lo scandalo ha colpito duramente il servizio sanitario britannico, visto che tra gli ospedali coinvolti vi sarebbero sia strutture pubbliche che private. Secondo quanto emerso dalle indagini effettuate dalla commissione del ministero della Salute, in molti casi si sarebbe verificato un uso eccessivo della forza e un’assistenza a dir poco inadeguata nei confronti dei bambini, alcuni dei quali avrebbero subito forti disturbi della personalità ancora più pesanti di quelli che purtroppo già avevano al momento del ricovero.

Senza scuse

Incredibile oltretutto la risposta che il personale di questi ospedali avrebbe dato per giustificare queste vere e proprie segregazioni: ovvero che non c’erano posti disponibili per i bambini autistici nelle altre stanze e dunque hanno dovuto “spostarli” altrove. Altri operatori sanitari hanno addirittura che i piccoli pazienti preferivano stare segregati.

“Sono profondamente commosso e sconvolto dalle storie angoscianti di alcune persone autistiche e di persone con disabilità dell’apprendimento che hanno trascorso anni detenute in questi centri. Queste persone vulnerabili sono troppo spesso lasciate sole, lontane dalle loro famiglie, dagli amici e dalla comunità”, ha dichiarato il Segretario di Stato per la sanità e l’assistenza sociale, Matt Hancock .

“Il sistema di assistenza sanitaria offre un eccellente supporto alle persone – ha detto Hancock – ma ma vi sono alcuni casi di persone che non vengono adeguatamente supportate da un sistema che si mostra rotto e non funzionante. Spero che dopo quanto accaduto tutte le persone ricevano le cure di cui hanno bisogno”.

Alessandro Della Guglia

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