Roma, 25 mag – Cresce la produzione industriale, che nonostante il calo di marzo fa registrare nel trimestre un tondo +1%. Ma allo stesso tempo salgono anche i numeri della cassa integrazione. Due dati, questi, che segnalano come le fibrillazioni sulla nostra economia sono ancora ben lungi dall’essere risolte.


Cassa integrazione +30%

Per quanto riguarda il lavoro, il mese di aprile ha fatto segnare numeri da campanello d’allarme. Stando a quanto registrato dall’Inps, infatti, nel quarto mese dell’anno si sono impennate le richieste di ore di cassa integrazione: 25,4 milioni quelle autorizzate dall’Istituto, in aumento di oltre il 30% rispetto allo stesso mese del 2018.

Se da un lato calano le richieste per la Cig ordinaria e in deroga, schizzano invece all’insù quelle per la cassa integrazione straordinaria. Sulle 25,4 milioni di ore, ben 17,9 sono quelle autorizzate per la seconda, che fa registrare così +78,1% su aprile dell’anno scorso.

Recessione in vista?

Quest’ultimo dato può essere considerato come uno dei tanti indicatori che anticipano una tendenza di breve/medio periodo. Il ricorso alla cassa integrazione straordinaria segnala infatti uno stato di perdurante difficoltà al quale non è possibile far fronte con strumenti standard. E mostra quindi una situazione di incertezza più marcata rispetto a difficoltà di natura transitoria nelle quali tutte le aziende possono transitare nel corso della loro vita. Non è un caso che la Cigs venga autorizzata solo in presenza di un piano di ristrutturazione o riconversione che, per l’appunto, mostrano una crisi profonda nell’attività.

Sia pur insufficiente per operare previsioni sul resto dell’anno, il boom della cassa integrazione straordinaria può però mettere in discussione le speranze di riagganciare il treno della crescita su livelli sostenuti.

Filippo Burla

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