Roma, 23 set – Con il via libera al decreto “milleproproghe” da parte del Senato è stato nuovamente posticipato il superamento delle tariffe tutelate per l’energia elettrica e il gas naturale. Il termine inizialmente fissato al 2018 e spostato al 2019, viene quindi  rinviato al 2020. Secondo il sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa (M5S) il differimento è stato “indispensabile considerando che non sussistono le necessarie garanzie di informazioni per i consumatori, di mercato, di competitività e di trasparenza”.


Buona notizia per gli utenti che non hanno ancora scelto le offerte del mercato libero, preferendo le tariffe tutelate stabilite dall’Autorità per l’energia (Arera) sulla base degli approvvigionamenti svolti dall’Acquirente Unico, ovvero la società pubblica appositamente costituita. Una fetta di utenti ancora importante, soprattutto per quanto riguarda le famiglie. Secondo i dati della relazione annuale dell’Autorità, nel 2017 più di 18 milioni di clienti domestici hanno consumato 50 Twh di energia elettrica fornita in regime tutelato, contro gli 11 milioni di famiglie passate al mercato libero e che hanno consumato 24 Twh di energia.

Brutto colpo per i sostenitori del libero mercato, del laissez faire anche in settori delicati come quello della vendita di energia elettrica e gas naturale, che incide profondamente sulla quotidianità e i bilanci dell’intera popolazione. E infatti il Pd ha risposto al rinvio con un’interpellanza all’esecutivo, chiedendo chiarimenti sulla riforma e sulla volontà del governo nel proseguire il percorso di piena apertura al mercato del settore.

Una scelta, quella del superamento del regime tutelato, perseguita peraltro con maggiore decisione dal governo francese, che a giorni dovrebbe veder confermato l’emendamento approvato in commissione con cui viene mantenuto il regime regolato per l’elettricità e differito il passaggio al libero mercato per il gas naturale al 2023. Si punta così a dare esecuzione alla decisione del consiglio di stato transalpino, che ha ritenuto l’elettricità “un’energia non sostituibile, che costituisce un bene di prima necessità”. Evidentemente non così facilmente affidabile alle sole logiche del profitto e del libero mercato. Tanto in Francia, quanto in Italia.

Armando Haller

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