enel logo palazzoRoma, 6 feb – La crisi si fa sentire sui consumi di energia, e così i risultati preliminari 2014 di Enel ne risentono. Questo non impedisce tuttavia al gruppo, da meno di un anno guidato da Francesco Starace, di mettere le proprie finanze in sicurezza.


Come da previsione, i ricavi calano di quasi il 4%, a quota 75.8 miliardi. Discorso analogo, di conseguenza, per il margine operativo lordo (risultato della gestione caratteristica, nel caso di Enel la produzione di energia elettrica) che scende del 6% a 15.7 miliardi. Scende anche -ed è questa  la notizia- l’indebitamento netto, a 38 miliardi rispetto ai 39 dell’anno precedente. Solo pochi mesi fa fu lanciato un “debt warning”, che avvertiva sulle difficoltà nel ridurre l’esposizione, dandola in peggioramento rispetto alle attese, considerando in particolare che a settembre aveva raggiunto la soglia dei 45 miliardi. Così non è stato e la mole di debito, in buona parte dovuto all’acquisizione della spagnola Endesa che ha permesso al gruppo italiano di diventare uno dei principali al mondo, prosegue nel suo percorso di riduzione.

Nonostante il progressivo consolidamento del gruppo, il governo continua sulla strada della privatizzazione. Nelle prossime settimane potrebbe infatti vedere la luce il collocamento sul mercato di un 5-6% delle azioni in mano al ministero dell’Economia, che scenderebbe così al 25% circa delle quote. Da via XX Settembre fanno sapere di voler procedere alle migliori condizioni di mercato, ma il titolo è ancora lontano di almeno il 10% rispetto ai massimi raggiunti non più tardi della scorsa estate. Un’operazione a sconto, che avrebbe peraltro la diretta conseguenza di far aumentare il peso di People’s Bank of China che ormai è stabilmente attestata oltre il 2% della società..

Filippo Burla

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