Vercelli, 9 giu – Seppur completata nel 1227, la Basilica di Sant’Andrea a Vercelli fu fondata nel 1219 per volontà del cardinale Guala Bicchieri. Quest’anno ricorrono pertanto gli 800 anni dalla fondazione, un traguardo temporale non indifferente per uno dei simboli più importanti della città di Vercelli e del gotico piemontese.


Gotico piemontese

La basilica è una testimonianza importantissima della prima architettura gotica nel medioevo piemontese. Su modello dei centri monastici cistercensi francesi, la Basilica di Vercelli comprende anche la coeva abbazia vittorina, la cui prima convenzione con il Comune “per la Custodia e l’Ufficiatura religiosa della basilica di Sant’Andrea risale al 1930, rivolta all’Ordine Regolare dei Canonici Lateranensi. Attualmente è affidata alla Congregazione dei Missionari Oblati di Maria Immacolata.

La facciata a capanna è costruita in mattoni e pietra locale, sovrastata da due torrette e da tre portali strombati a tutto sesto. L’ingresso centrale e quello si sinistra sono decorati con lunette attribuibili alla scuola dell’Antelami, raffiguranti il martirio di Sant’Andrea e il fondatore, il Cardinal Biccheri, mentre dona la Basilica al Santo.

L’esterno di S. Andrea è animato dal contrasto cromatico fra il bianco dell’intonaco, il rosso dei mattoni e il verde della pietra delle sagomature. L’alternanza di colori “abbassa” la verticalità ottica data dal bianco monocolore tipica delle cattedrali del nord Europa. Questa è una delle peculiarità che rendono il gotico di S. Andrea un gotico di cultura italiana ancora molto legato al romanico: più terreno, geometrico, massiccio e bilanciatamente orizzontale. Tuttavia vanno notati, sui fianchi della chiesa, i contrafforti, la loggia e gli archi rampanti, elementi imprescindibili dell’architettura europea del XIII secolo.

Giochi geometrici

Notevole è il gioco geometrico nella struttura della torre nolare: su un tamburo ottagonale contraffortato è posizionata una torre anch’essa ottagonale con due finestre per lato. Il tutto termina con un tetto piramidale dal quale si innalzano piccole torri cilindriche. Per non parlare dell’intimo chiostro (rimaneggiato nel ‘500) con le sue gallerie sorrette da archi a tutto sesto poggianti su fasci di quattro colonnine in pietra bianca (cinque negli angoli) con capitelli a chrochets.

L’interno della Basilica è d’un gotico più intransigente, verticale e austero: a croce latina e composto da tre navate divise da pilastri a fasci con volte a costoloni e cupola, custodisce il sepolcro di Tommaso Gallo, primo abate e teorico della contemplazione, ma anche affreschi del XIV secolo, un coro ligneo intarsiato nell’abside del 1511-13 e un crocifisso ligneo del XV secolo. Infine l’incrocio del transetto è sormontato da un poderoso tiburio ottagonale sempre costruito in mattoni.

Da segnalare come oggi sia l’ultimo giorno per ammirare a S. Andrea la Magna Charta. Il celebre documento storico termina la sua permanenza di due mesi nell’Arca di San Marco. La mostra dedicata al manoscritto di Giovanni d’Inghilterra si conclude con un concerto in Basilica dopo che oltre 21mila visitatori hanno avuto la possibilità di ammirare la carta medievale nell’impareggiabile contesto gotico piemontese di S. Andrea a Vercelli.

Alberto Tosi

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