Trento, 19 sett – Arrestate diciannove persone e indagate settanta nel corso delle indagini dell’operazione “Carthago”  che ha svelato una fitta trama di collaborazioni tra nordafricani e italiani nel traffico di droga.


Il sequestro del 2016

Un primo sequestro di stupefacenti nei confronti di un gruppo di pusher magrebini in Trentino è avvenuto nel 2016. Da qui l’attività investigativa transnazionale ha permesso di svelare una rete di narcotraffico che iniziava dal Marocco, per poi passare per Spagna e Svizzera, e arrivare, infine, qui da noi in Italia. Due le organizzazioni principali sgominate, entrambe composte da nordafricani e italiani. Le organizzazioni dello spaccio di droga operavano anche altrove in Italia; oltre al Trentino, infatti, sono state arrestate persone anche in Lombardia, Basilicata, Campania e Puglia.

Pusher tunisini e marocchini

La rete di trafficanti, composta da pusher tunisini e marocchini, in Trentino si era stanziata presso i parchi cittadini dei centri storici, vicino ad istituti scolastici e anche in alcune località turistiche di montagna durante la stagione estiva.

Gli arresti in Italia

Una rete simile è stata sgominata in Basilicata e Puglia. Faceva capo alla malavita di Cerignola (Foggia) che a sua volta è appartenente alla cosiddetta “quarta mafia foggiana” (in accordo con un clan camorristico di Torre Annunziata, in provincia di Napoli). In Puglia sono tre i cittadini marocchini finiti in manette; il loro arresto è avvenuto a Santeramo in Colle (Bari), altri arresti sono avvenuti a Bariano e Boltiere (Bergamo) mentre un italiano è stato tratto in arresto a Torre Annunziata. Numerosi i ricercati all’estero; le operazioni di ricerca transnazionale proseguono con la collaborazione dello Scico della guardia di Finanza di Roma, con il ricorso a procedure di cooperazione internazionale attuate tramite il II Reparto “Coordinamento informativo e relazioni internazionali”.

Ilaria Paoletti

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