Milano, 19 set – Alcuni rider hanno denunciato più volte di essere sottopagati e di non avere garantite le giuste tutele sul lavoro. Ma quella avviata dalla Procura di Milano è un’indagine a tutto campo, per far luce sul fenomeno sempre più diffuso dei ciclofattorini che consegnano pizze e alimenti vari a domicilio. L’indagine conoscitiva, coordinata dal procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dal pm Maura Ripamonti, e condotta dalla squadra specializzata di Polizia giudiziaria e dalla Polizia locale, è volta a verificare tutte le violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro, oltre agli aspetti legati alla sicurezza pubblica sulle strade (compresa la violazione delle norme antinfortunistiche) e ai profili igienico-sanitari sui contenitori che vengono utilizzati dai rider.


Sottopagati, sfruttati e clandestini

La Procura di Milano sta cercando però di far luce anche riguardo allo sfruttamento dei lavoratori, nonché tra lavoratori. Si parla quindi di una verifica riguardo al caporalato. C’è poi un’altra questione che i pm stanno analizzando: la presenza di immigrati irregolari tra i cicloffatorini. A riguardo, lo scorso agosto, in seguito ad alcuni controlli effettuati su trenta rider, sono stati trovati tre lavoratori clandestini. Pur non essendoci al momento persone indagate e ipotesi di reato, già dallo scorso giugno gli inquirenti hanno cominciato a raccogliere elementi e testimonianze.

“È una indagine doverosa, sotto il profilo della prevenzione. Tutto nasce – ha spiegato il procuratore aggiunto Tiziana Siciliano – da una fotografia di una realtà che è sotto gli occhi di tutti”. Secondo i pm, l’indagine conoscitiva “ci consente di esplorare questo fenomeno che è ampio ed è in espansione, ma senza controlli. La Procura preferisce intervenire prima ed esercitare un ruolo di prevenzione”.

Alessandro Della Guglia

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