Roma, 23 mag – I precari, alcuni da più di 10 anni, che dovrebbero formare i 3000 cosiddetti “navigator” del reddito di cittadinanza potrebbero tra poco rimanere disoccupati.


Dipendenti dell’Anpal

Questa è la situazione a dir poco paradossale che si trovano ad affrontare i dipendenti, tra cui molti navigator, di Anpal Servizi. Anpal è una partecipata al 100% dall’Agenzia del ministero del Lavoro che si occupa delle politiche attive dell’impiego: oggi i suoi dipendenti hanno deciso di scioperare per 8 ore in tutta in tutta Italia. Sotto la sede centrale di Anpal servizi, a Roma, a via Del Monte, da questa mattina c’è un acceso presidio composto di almeno 200 persone. Tutti loro, in media, hanno affrontato almeno 10 anni di precariato. Adesso, legittimamente, chiedono la stabilizzazione di 654 precari, di cui 515 collaboratori e 136 lavoratori a tempo determinato, molti di loro attualmente adoperati come navigator. Questi impiegati ormai da anni lavorano, in effetti, per il ministero: di solito si tratta di progetti che che usufruiscono di fondi sociali europei, come ad esempio la guida tra la scuola e il lavoro, ovvero per l’inserimento nel contesto del mondo lavorativo degli studenti o individui appena formati.

Ma Parisi è irremovibile

Daniela Piazza, precaria da otto anni e probabile navigator, dichiara ad Adnkronos: «Il paradosso  è che in mancanza di prospettive per noi vengono inseriti altri 3000 precari, con contratti di collaborazione, mentre già da questi giorni alcuni di noi sono stati mandati a casa. E’ una visione miope perché se vuoi puntare su politiche attive del lavoro non tratti così persone formate che da 20 anni si occupano di questi temi».
Ma Mimmo Parisi, nuovo direttore di Anpal fortemente voluto da Luigi Di Maio, uno di quelli che ha ideato sia il reddito di cittadinanza che la figura del navigator, non offre alcuna apertura, stando ai protestanti: «Ha avuto un atteggiamento di chiusura, per lui siamo solo esuberi. Ci ha detto solo che nei prossimi mesi verrà fatto un concorso pubblico che, utilizzando un milione previsto dalla legge sul reddito di cittadinanza, in base all’interpretazione dell’azienda, stabilizzerà una ventina di persone. Rispetto a quanti siamo sono numeri ridicoli. E comunque riguarderà solo i tempi determinati mentre per i collaboratori, alcuni anche con 18 anni di precariato, non si è aperta nessuna strada».

Ilaria Paoletti

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