Roma, 3 mag – Un primo maggio all’insegna dell’imbarazzo quello appena trascorso a Martina Franca (Taranto): il Comune della cittadina pugliese (a maggioranza Pd) aveva infatti realizzato un manifesto celebrativo da affiggere per le strade in occasione della festa dei lavoratori 2019. Ma il responsabile della comunicazione evidentemente non doveva essere molto ferrato in storia, perché sulle locandine appariva la scritta “Il lavoro rende liberi”, ovvero la frase che campeggiava sui cancelli in ferro battuto dei principali lager tedeschi (Arbeit macht frei nella versione originale): Auschwitz, Dachau, Terezin, solo per citarne alcuni. Una gaffe sicuramente involontaria, visto che nello stesso manifesto campeggiava il testo dell’articolo 36 della Costituzione italiana sulla dignità del lavoro. Immaginatevi la faccia gli esponenti del Pd (e affini) martinese camminando per strada la mattina del primo maggio:  “Vi prego – ha scritto su Facebook lo scrittore Donato Carrisi, condividendo la foto del manifesto – ditemi che è un fake”. “Rimuovete subito quei manifesti” hanno tuonato dalla sezione del Partito comunista.


Le reazioni

Un po’ più comprensivo è stato il segretario del Pd di Martina Franca Maurizio Saiu, che ha scritto: “Sono convinto che la cosa sia stata fatta senza retro pensiero alcuno e sia frutto solo di superficialità; chi si occupa di comunicazione – prosegue – deve essere più attento per evitare di creare inutili imbarazzi e responsabile nel rispetto della storia, della cultura e della memoria”. L’Amministrazione civica si è subito profusa in mille scuse spiegando che chiaramente non era intenzione di nessuno utilizzare scientemente la frase di benvenuto ad Auschwitz per celebrare la giornata dei lavoratori.

Cristina Gauri

1 commento

Commenta