1898263_1589605577969218_7872550103060359862_nPerugia, 5 ago – Circa un mese e mezzo fa, alcuni vandali hanno imbrattato un monumento dedicato ai caduti della Grande Guerra, posto al di fuori del cimitero di Bettona, una località in provincia di Perugia.

Come noto, quest’anno cade il centenario dell’ingresso dell’Italia in quella guerra che ci vide vittoriosi e che, secondo l’unanime giudizio di tutti gli storici, unificò realmente questa nazione. Quindi, sia a livello nazionale che a livello locale ci si sarebbe aspettati una grande attenzione all’evento. E invece niente: le celebrazioni organizzate dal governo sono state troppo fredde e disinteressate, e a livello locale molti amministratori stanno facendo finta di nulla. A Bettona, ad esempio, il monumento per i caduti è rimasto imbrattato fino alla scorsa settimana senza che l’amministrazione locale (centro-sinistra) si occupasse del restauro.
I militanti di Casapound avevano infatti denunciato l’accaduto e si erano offerti di restaurarlo gratuitamente. E subito scoppia il caso: l’assessore Bambini bacchetta la sua giunta per la lentezza di reazione, il sindaco Frascarelli fa ricoprire il monumento con un telo nell’attesa di ottenere il permesso di restauro della Soprintendenza. Sabato 1 agosto un gruppo di ragazzi di Casapound si è recato presso il monumento per ripulirlo definitivamente. L’assessore Bambini racconta di aver visto dei giovani con le “magliette nere” armati di spatola e di averli invitati a cessare immediatamente il lavoro. Ha bollato inoltre come “genialata” e “gesto inconsueto” l’azione. Infine pone una domanda: “Per quale motivo non siete mai intervenuti negli anni precedenti quando il monumento, pur ancora non sfregiato da vernice, versava in uno stato pietoso?”.
Forse di questo centenario l’assessore Bambini non sa nulla e, soprattutto non si è chiesto come mai, pur essendo amministratore, non è intervenuto lui stesso negli anni precedenti quando il monumento, pur ancora non sfregiato da vernice, versava in uno stato pietoso, ma questo è un altro discorso. Presupporrebbe amor di patria e sensibilità storica, doti molto rare negli amministratori di oggi.

Roberto Guiscardo


1 commento

  1. La cosa peggiore che possa capitarci è non aver rispetto dei caduti (ex nemici compresi). Il Comune, in questo caso, è reo di gravi ritardi. Se avesse provveduto in tempo, adempiendo ad un ovvio dovere, non avrebbe consentito nessuna “genialata”.

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