Bruxelles, 9 ott – Tra i tanti riconoscimenti conferiti dalla Ue, c’è anche quello che va ai «cittadini europei esemplari». Per il 2018 ne sono stati premiati 56, tra cui alcuni italiani. E uno di questi è don Virginio Colmegna, che molti chiamano «il prete dell’immigrazione». Don Virginio, infatti, è il presidente della Fondazione Casa della Carità di Milano e si è sempre distinto per le più spinte politiche dell’accoglienza. Nel 2017, per esempio, scrisse a chiare lettere: «Abbiamo bisogno di nuovi concittadini», riferendosi ovviamente agli immigrati.
Ma non c’è solo il sostegno allo ius soli nel repertorio del prete immigrazionista. Sempre a Milano, ad esempio, è sceso in piazza con Pierfrancesco Majorino, assessore alla Politiche sociali nel comune meneghino, per protestare insieme alla sinistra più «dura» contro le politiche immigratorie del ministro Matteo Salvini. E sul Dl Sicurezza ci ha tenuto a esprimere tutta la sua «preoccupazione» per il provvedimento anti-accoglienza: «Si è scelto di seguire una logica meramente securitaria e di ordine pubblico», ha dichiarato il prete.
L’idea di candidarlo all’ambìto premio è stata partorita dall’europarlamentare del Pd Patrizia Toia: «Sono davvero lieta che tra i cittadini europei esemplari premiati ci sia don Virginio Colmegna. Il Parlamento europeo ha voluto riconoscere pubblicamente il suo modello di accoglienza, di cura e di reinserimento nella società di quelle persone che troppo spesso vengono “lasciate indietro”», ha affermato trionfante la deputata dem. A leggere queste parole dopo la batosta del caso Riace, è evidente che la sinistra non è più in grado di imparare dai propri errori. E i suoi consensi continuano a calare. Inesorabilmente.
Vittoria Fiore


4 Commenti

  1. Schifo,puro schifo,ignobili e traditori , vigliacchi , razzisti anti italiani , codardi arricchiti , parassiti ed indegni , la vostra lurida latrina ci porterà alla guerra civile……… Siamo un popolo tradito e ferito da burocrati e politici infami , da una chiesa che pensa ad africani,sodomiti e lerciume vario…………siamo alla pazzia, alla follia anti italiana, ci vogliono morti,finiti,sostituiti………e lo fanno scientemente, con l’aiuto dei poteri dello stato, coloro che vogliono gli italiani affossati ed impauriti nella fogna africana da loro creata……….ma i patrioti non mollano.

  2. Un tempo, solo settant’anni fa, i sacerdoti italiani difendevano i loro concittadini anche con la loro stessa vita perché l’amore per la propria Patria è un dovere per tutti i battezzati ed è richiesto nel Catechismo insieme al dovere di onorare il padre e la madre. Ma questi non sono più sacerdoti anche se fanno finta di esserlo perché la scomunica latae sententiae per chi commette ingiustizie e peccati così gravi è imposta dal loro staccarsi volontario dalla comunione ecclesiale. Quella vera, pur se oggi non più visibile materialmente.

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