Roma, 19 set – Un prestigioso attestato dell’Onu è stato gentilmente assegnato ai corridoi umanitari. Promossi dalla Comunità di Sant’Egidio, CEI-Caritas Italiana, Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia (FCEI) e Tavola Valdese, sono infatti il vincitore regionale per l’Europa dell’edizione 2019 del Premio Nansen per i Rifugiati dell’UNHCR. L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha deciso di premiare i corridoi umanitari “per aver assicurato a migliaia di rifugiati e persone con esigenze specifiche un canale sicuro per ricevere protezione e la possibilità di ricostruirsi un futuro migliore in Italia”.


Scelta senza dubbio azzeccata, di sicuro avrà pensato di ricostruirsi un futuro migliore nella nostra nazione anche Mahamad Fathe, il 23enne yemenita che martedì scorso ha accoltellato un militare in piazza Duca D’Aosta, proprio di fronte alla stazione Centrale di Milano. Sì perché il “simpatico” immigrato in questione, che ha dichiarato ieri di aver aggredito il soldato italiano perché “volevo il paradiso di Allah”, come rivelato dal Corriere della Sera è giunto in Italia proprio grazie a un corridoio umanitario, arrivando a Roma con un volo di Stato per poi trasferirsi a Bergamo in qualità di richiedente asilo.

“Una via sicura”

“I corridoi umanitari rappresentano una via sicura per le persone costrette a fuggire da guerre e persecuzioni, una delle poche alternative ai pericolosi viaggi in mare”, ha detto Roland Schilling, Rappresentante Regionale Unhcr per il Sud Europa. Una bella frase per motivare il premio assegnato, peccato per lo spiacevole “inconveniente” dell’accoltellamento a Milano da parte proprio di un signore che ha beneficiato di questi corridoi. L’Unhcr fa poi sapere che dal 2016 a oggi sono giunti oltre 2.000 rifugiati e persone vulnerabili in Italia in base a quattro accordi. Ci sentiamo come Enrico Letta di fronte alle rassicurazioni di Renzi: del tutto sereni.

Alessandro Della Guglia

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