Roma, 7 giu – La rete della criminalità calabrese è come una piovra che estende i suoi tentacoli, capillare e pericolosa. La capacità di agire in silenzio, sottotraccia, generando poche faide interne, la rende forse la più misteriosa e al contempo pericolosa delle mafie. Non è però una novità che la ‘ndrangheta abbia ramificazioni fuori dalla Calabria, anche ai piani alti, sia a livello internazionale che in Italia. Le condanne di oggi ne sono semplicemente un’ulteriore conferma.


Gabriella Mondello, ex deputata di Forza Italia e Udc, è stata condannata a un anno e sei mesi per voto di scambio nel processo sulle infiltrazioni della ‘Ndrangheta a Lavagna, in Liguria. Contemporaneamente l’ex sindaco della città ligure, Giuseppe Sanguineti, è stato condannato a due anni per lo stesso reato e per abuso d’ufficio. All’ex parlamentare è stato inoltre sospeso il diritto di voto per 18 mesi, mentre all’ex primo cittadino di Lavagna per 5 anni. La Mondello, ex docente di lettere, è stata deputata per ben tre legislature, nonché componente dell’VIII Commissione (ambiente, territorio e lavori pubblici) e della Commissione per la semplificazione della legislazione.

Favori alla criminalità organizzata

Condanne lievi rispetto a quelle subite da alcuni esponenti locali della criminalità organizzata: 16 anni e 6 mesi a Paolo Nucera, 15 anni e 8 mesi a Francesco Antonio Rodà, 9 anni e 6 mesi a Francesco Nucera. L’inchiesta però nel 2016 coinvolse molte altre persone, portando all’arresto di presunti capi mafiosi e facendo finire ai domiciliari alcuni politici. Questi ultimi furono accusati di aver ottenuto voti in cambio di favori agli esponenti della criminalità calabrese.

L’amministrazione comunale di Lavagna avrebbe favorito la ‘ndrangheta in alcuni settori particolarmente redditizi, come lo smaltimento dei rifiuti e la gestione dei chioschi sul lungomare. Il consiglio comunale della città ligure fu sciolto per infiltrazioni mafiose dopo la serie di arresti avvenuti tra anni fa.

Eugenio Palazzini

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