il faro di MussoliniBologna, 9 feb – Più passano gli anni che ci separano dal fascismo, più la sua memoria ossessiona la sinistra. L’ultima polemica è stata sollevata dal deputato Pd Giuseppe Berretta, che ha annunciato un’interrogazione al ministro dell’Interno, Marco Minniti, sull’ipotesi di riaccendere il faro a Rocca Delle Caminate, tra Predappio e Meldola, che veniva acceso, durante il fascismo, quando Benito Mussolini soggiornava in Romagna. “La Romagna non è la terra del fascismo, l’Italia non ha bisogno di ricordare il Ventennio per stimolare il turismo: il fascismo è una vergogna, una macchia nella nostra storia e proprio per questo non possiamo sfruttarne quei simboli che, al contrario, dovrebbero soltanto ricordarci le miserie commesse da Mussolini”, ha scritto in una nota il parlamentare.


Nell’interrogazione al Viminale si chiede di valutare se l’operazione non rappresenti piuttosto un caso di apologia del fascismo. “Quel faro acceso diventerebbe il ‘faro del Duce’, un fatto grave – ha aggiunto il deputato – se si pensa che proprio Rocca delle Caminate è stato un luogo della vergogna, il luogo in cui fu massacrato con incredibile ferocia Antonio Carini detto Orsi, dirigente nazionale partigiano, e sempre lì furono imprigionati e torturati tanti altri partigiani”.

Che si tratti del faro, dei gadget, dei calendari o delle pagine Facebook, il Pd si ritrova ancora una volta, in pieno 2017, a lanciarsi in una campagna talebana incomprensibile ai più. Che il partito del presidente del Consiglio, in una fase delicata come questa, non trovi argomenti più urgenti su cui concentrare la propria attenzione è del resto, questa sì, una vera vergogna.

Roberto Derta

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