Bergamo, 6 mag – Sono “ritenuti responsabili a vari livelli di favoreggiamento aggravato della immigrazione clandestina, falsità ideologica, alterazione di documenti e corruzione”. Così stamattina sono scattate le manette per Leandra Arnaldo Pavorè, candidata con Forza Italia alle elezioni del 26 maggio, gli agenti della polizia locale di Bergamo Andrea Sciortino e Leo Pezzimenti, e il comandante dei vigili di Orio al Serio Mattia Cimenti, un segretario comunale di vari paesi della Bergamasca, Saverio De Vuono, e Pierpaolo Perozziello, dipendente dell’ufficio immigrazione della Questura di Bergamo. Come riporta Bergamonews l’operazione, condotta dalla Questura di Bergamo e chiamata “Yuan”, è iniziata in seguito a una segnalazione all’interno degli uffici immigrazione della Squadra mobile, dopo che Perozziello aveva fatto richiesta di rinnovo dei permessi di soggiorno per cittadini cinesi presentando alcuni certificati di residenza falsi. L’indagine ha portato alla scoperta di due società, la Pavorè & Dong srl e Pavorè agenzia d’affari, che operavano con gli arrestati per ottenere il nulla osta al ricongiungimento familiare; ricongiungimento che permetteva a numerosi cittadini cinesi privi di requisiti di entrare in Italia. Questo era possibile attraverso la creazione di  certificati anagrafici contraffatti.


Danno d’immagine

“Si tratta di un fatto estremamente grave e inammissibile – ha dichiarato il comandante della Polizia Locale di Bergamo Messina – una condotta che non può essere tollerata”. Il vicesindaco e assessore alla Sicurezza Sergio Gandi aggiunge: “Se le indagini dovessero confermare i reati a loro carico, per il Corpo di Polizia Locale e per l’Amministrazione si tratterebbe di un enorme danno d’immagine e il Comune potrebbe tutelarsi nelle sedi competenti”. “Se le responsabilità venissero confermate, si tratterebbe di un comportamento molto grave – ha spiegato il sindaco Giorgio Gori – che rischia di minare la fiducia dei cittadini verso le Istituzioni. Anche per questo andrebbe sanzionato con estrema severità.” Emerge dalle intercettazioni che per una pratica illecita di ricongiungimento gli stranieri coinvolti arrivavano a pagare anche 9mila euro, mentre il rinnovo del permesso di soggiorno ne costava 6mila.

Cristina Gauri

4 Commenti

  1. Chiunque fà invadere il terroritorio della nazione da stranieri senza diritto, criminali compresi, e’ un traditore e andrebbe puntio con il reato penale di alto tradimento che prevede pene dai 5 ai 10 anni.Andrebbe applicato anche a quei politici che svendettero le aziende pubbliche con la scusa delle privatizzazioni, banche pubbliche e banca d’Italia compresa, a potentati esteri contro gli interessi legittimi del popolo italiano

Commenta