Genova, 23 mag – Un comizio in piazza, un incontro elettorale con un candidato di CasaPound alle elezioni europee: l’avvocato Marco Mori. Un appuntamento politico organizzato da un movimento presente da anni sulla scheda elettorale, che parla di uscita dall’Unione Europea, di libertà, di lavoro, di indipendenza. Un evento alla luce del sole, a cui i cittadini possono partecipare come no, perché questo significa libertà di espressione e di manifestazione, questo significa poter scegliere di partecipare e di confrontarsi. Questa in parole povere è la politica.


Eppure, ancora una volta, senza che nessuno parli di clima d’odio, intolleranza e violenza generati da questi signori che sistematicamente si danno alle guerriglie urbane, gli antifascisti hanno deciso di scatenare l’inferno a Genova. Slogan vergognosi, insulti, lanci di sassi, sprangate e oggetti contundenti di ogni genere e specie contro la polizia. Ecco quello che sta succedendo nel capoluogo ligure, ecco chi sono gli intolleranti e i violenti.

Alessandro Della Guglia

 

6 Commenti

  1. il ” fattoqutidiano” tratta, la polizia, come responsabili di aver impedito l’aggressione….secondo loro gli ” antiafa” dovevano esser lasciati liberi di fare…

  2. Adesso il paradosso è Casapound.
    Però questi facinorosi svolgono il ruolo di servi sciocchi che difendono gli interessi di quelli che odiano chi la pensa diversamente da loro e dei loro compari globalisti.
    Ma che stiano tranzolli,perché la demoniocrazia ha tutti i mezzi per impedire che partiti come Casapound abbiano importanti seggi.
    Del resto sarà questo conformismo che porterà disastri e non Casapound.

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