concutelliRoma, 14 ott – Niente libertà condizionata per Pierluigi Concutelli, il 71enne ex membro di Ordine Nuovo condannato all’ergastolo per l’uccisione del giudice Vittorio Occorsio, per l’omicidio in carcere di Emiliano Buzzi e per vari altri reati.


Concutelli rimarrà in regime di detenzione domiciliare così come stabilito dal tribunale di sorveglianza che, per le sue gravi condizioni di salute, aveva accolto la richiesta di “differimento della pena”.

La colpa del “Comandante” sarebbe quella di non essersi “ravveduto”. Nella sentenza 41184 la Cassazione sottolinea infatti che per ottenere la libertà condizionata è necessario il “ravvedimento”, mentre Concutelli non avrebbe mai preso le distanze “dal suo passato di terrorista, dalla violenza diffusa per tale scelta ideologica, dalle sofferenze sparse per la realizzazione del suo progetto politico, eversivo dell’ordine costituzionale”.

Insomma, di un uomo che ha passato 40 anni in carcere, in parte in regime di massimo rigore e in totale isolamento nei cosiddetti braccetti della morte e che è reduce da una grave ischemia cerebrale, non si valuta la pericolosità sociale, ormai chiaramente nulla, ma il grado di correttezza ideologica e di “pentimento”.

Il che significa che se l’ex membro di On avesse la stessa fedina penale e lo stesso percorso carcerario ma fosse andato da Barbara d’Urso a fare “autocritica” con le lacrime agli occhi, oggi probabilmente i giudici l’avrebbero liberato.  Una logica orwelliana preoccupante. E non solo per Concutelli.

Roberto Derta

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