Milano, 21 mar – Ramy, l’adolescente “eroe” dello scuolabus di San Donato non è cittadino italiano, ma vorrebbe diventarlo. “Mio figlio ha fatto il suo dovere, sarebbe bello se ora ottenesse la cittadinanza italiana”: queste le parole del padre, Khalid Shehata.


In Italia dal 2001

“Siamo egiziani, sono arrivato in Italia nel 2001, mio figlio è nato qui nel 2005 ma siamo ancora in attesa di un documento ufficiale. Vorremmo tanto restare in questo Paese. Quando ieri l’ho incontrato l’ho abbracciato forte”. Il papà di Ramy è stato avvertito dal figlio che, fingendo di parlare in lingua araba, ha potuto di nascosto effettuare una telefonata. Poi lo stesso Khalid ha allertato le forze dell’ordine.

La risposta di Di Maio

Le parole del papà di Ramy sono arrivate a Palazzo Chigi. Luigi Di Maio attraverso un post sulla sua pagina Facebook ha così scritto: “Oltre ai nostri due eroi in uniforme ce n’è però anche un altro di eroe: ha 13 anni, si chiama Ramy, ha origini egiziane, ed è uno dei bambini che ieri ha nascosto il cellulare al sequestratore avvisando per primo le forze dell’ordine. Ha messo a rischio la propria vita per salvare quella dei suoi compagni”.

Salvini: “Faremo le verifiche”

L’altro vicepremier, Matteo Salvini, ha invece affermato:”Stiamo facendo tutte le verifiche del caso. Ora dobbiamo leggere le carte e valuteremo”. Riguardo invece a Ousseynou Sy, il leader della Lega dichiara: “L’infame non doveva essere alla guida di quell’autobus, e su questo sto andando fino in fondo“. E aggiunge: “Mi sono chiesto se un tizio con precedenti penali può guidare un autobus con a bordo dei ragazzini. Non è un problema di leggi, ma di buonsenso. Faremo il possibile e l’impossibile affinché non succedano più cose del genere e, se sarà condannato, per togliere la cittadinanza italiana a un delinquente del genere”.

Ilaria Paoletti

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