Roma, 22 mag –  Alessandro Di Battista ha scritto su Facebook un lungo intervento in merito alla mancata proroga di sei mesi della convenzione per Radio Radicale.


“No al finanziamento pubblico”

“Contrariamente a quel che si possa pensare, non ho nulla contro Radio Radicale”  esordisce Di Battista “Ce l’ho a morte con il finanziamento pubblico all’editoria e ancor di più con tutti questi sepolcri imbiancati della sinistra radical chic che si ricorda di Berlinguer solo tra una tartina e l’altra sugli attici della Roma bene. Per costoro va bene privatizzare la sanità e le telecomunicazioni; per costoro va bene regalare le autostrade ai Benetton e per 25 anni il Paese a Berlusconi. Ma guai se qualcuno osa toccare i finanziamenti pubblici all’editoria o ai partiti”.

“Bonino paladina delle privatizzazioni”

Queste parole arrivano dopo il duro attacco a Emma Bonino: “Grida allo scandalo Roberto Saviano, paladino del politicamente corretto e della sinistra “cachemir e martello” il quale non ha ancora chiesto scusa per le fake news che lui stesso ha propagandato sulla guerra in Siria. Persino La Repubblica ci delizia con i suoi appelli: “Salviamo Radio Radicale” urlano disperati da una redazione sempre più distante dal mondo reale. E dulcis in fundo c’è Emma Bonino. L’ultima fiamma della sinistra amica del capitale, sempre pronta a lottare a favore di qualsivoglia privatizzazione e ferrea sostenitrice della Legge Fornero e degli esodati che ha prodotto ma bramosa di denaro pubblico per Radio Radicale”.

“Chieda i soldi a Soros”

E poi, arriva la stoccata con annesso consiglio su come trovare i finanziamenti per la storica emittente radiofonica: “Tuttavia le soluzioni sono dietro l’angolo. Basta volerle. La cara Emma potrebbe chiamare il suo amico George Soros e, dopo averlo ringraziato per i 200.000 euro appena donati da lui a +Europa, potrebbe chiedergli per Radio Radicale l’1% di tutto ciò che incassò nel 1992 con quella speculazione che fece a danno della lira e della nostra economia. Speculazione legittima si dirà, come è legittimo tagliare i fondi all’editoria aggiungo io. Se, per vergogna (sempre brutto chiedere i soldi a soggetti diversi dal Popolo italiano) la Signora Bonino non volesse scegliere questa strada ne suggerisco un’altra. Tutti i parlamentari del PD che in queste ore si stanno stracciando le vesti per Radio Radicale siano generosi: donino i loro assegni di fine mandato alla causa. Credetemi sarebbero più che sufficienti”. Lui, ovviamente, sbandiera ai quattro venti di averli dati in beneficenza.

Ilaria Paoletti

1 commento

  1. I Radicali non sono ultraliberisti, ovvero “meno Stato, più mercato”? Allora per coerenza dovrebbero accettare il fatto che la loro emittente radiofonica non riceva più neanche un centesimo di finanziamento pubblico. Finanziamento pubblico che, a pensarci bene, andrebbe ripristinato per i partiti politici.

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